venerdì 31 ottobre 2014

VESUVIANITE - Silicati (Silicates)

  
VESUVIANITE
Ca10(Mg, Fe)2Al4(OH)4(SiO4)5(Si2O7)2
Sistema - Tetragonale
Dureza - 6,5
Densità - 3,27 - 3,45
Colore - Incvolore, allocro,matico
Lucentezza - Da vitrea a resinosa


La vesuvianite o vesuviana o idocrasio è un minerale, un sorosilicato che cristallizza in rocce metamorfiche ricche di calcio. Esiste anche nelle varietà californite e ciprina.
La vesuviana presenta un abito variabile, da tabulare a bipiramidato, fino a prismatico tozzo, allungato o aciculare. 
Si tratta di un minerale abbastanza duro, fragile, con frattura concoide e una sfaldatura prismatica molto difficile. 
I cristalli di vesuvianite, con lucentezza da vitrea a resinosa, sono traslucidi o più raramente trasparenti, soprattutto alle estremità, e presentano spesso alcune striature sulle facce. 
Hanno tonalità variabili dal verde-giallastro al bruno, con sfumature rossastre; più raramente possono essere gialli, rosso-violacei o blu-verdastri: il colore, comunque, è legato alla presenza di elementi quali ferro, rame, titanio e manganese.

CARATTERI DIAGNOSTICI - È difficilmente attaccabile dall'acido cloridrico. Al cannello fonde con facilità trasformandosi in un vetro spumoso di colore bruno o verdastro.

ORIGINE - La vesuvianite è un minerale tipico di rocce calcareo-dolomitiche metamorfosate al contatto con masse magmatiche in via di raffreddamento; inoltre si rinviene nelle rodingiti presenti in formazioni di tipo serpentinoso.

GIACIMENTI - I giacimenti più importanti da cui provengono le varietà trasparenti sono situati in Canada, Pakistan, Kenya e Messico. Una varietà rarissima, la ciprina, è stata trovata in Norvegia e nel New Jersey (Usa), mentre la varietà californite è frequente, oltre che in California, nel Québec e in Russia. 
In Italia, tra le località note per i loro magnifici cristalli, in genere di piccole dimensioni, ricordiamo il Vesuvio (Napoli), la Val d'Ala (Torino), la Valle della Gava (Genova), la Val Malenco (Sondrio), la Val di Fassa (Trento) e Pitigliano (Grosseto).

USO GEMMOLOGICO - Le vesuviane trasparenti vengono tagliate a gradini, in forma rettangolare o quadrata. La californite, invece, si utilizza in gioielleria in frammenti lucidati dalle forme barocche o tagliati a cabochon, ma anche per creare oggetti scolpiti.



giovedì 30 ottobre 2014

ALMANDINO - Silicati (Almandine - Silicates)


ALMANDINO
Fe3Al2(SiO4)3
Sistema - Cubico
Durezza - 7,0 - 7,5
Densità - 4,3
Colore - Rosso-violaceo, rosso-bruno
Lucentezza - Da vitrea a resinosa

I cristalli, in prevalenza traslucidi, sono solitamente arrotondati, hanno abito rombododecaedrico o icositetraedrico, con frequente combinazione delle due forme; il colore è rosso-violaceo o rosso-bruno, più raramente rosso aranciato, e la lucentezza è vitrea o resinosa. 
L'almandino è il più duro tra tutti i granati, non sfalda, è mediamente fragile e ha frattura concoide.

CARATTERI DIAGNOSTICI - Talvolta può avere discrete proprietà magnetiche. Al suo interno l'almandino può presentare anche delle inclusioni di aghi di rutilo, responsabili del fenomeno dell'asterismo, che si manifesta come una stella di luce riflessa a quattro o sei braccia.

ORIGINE - La sua formazione avviene prevalentemente in rocce metamorfiche scistose, in pegmatiti granitiche oppure in rocce basiche.

GIACIMENTI - Molto noti i giacimenti indiani e quelli dello Sri Lanka. Altre località di provenienza dell'almandino sono il Brasile, I'America Settentrionale e il Madagascar.
Magnifici esemplari provengono dalle pegmatiti della Val Codera (Sondrio).

USO GEMMOLOGICO - L'almandino viene sfaccettato in tagli misti o a rosetta, oppure tagliato a cabochon e, come si usava nei secoli scorsi, scavato all'interno al fine di ridurne lo spessore e, conseguentemente, diminuirne I'eccessiva saturazione di colore.


Cristalli di almandino con abito rombododecaedrico su matrice scistosa
                                   

mercoledì 29 ottobre 2014

MUSCOVITE - Silicati (Silicates)


MUSCOVITE

KAl2(OH, F)2AlSi3O10

Sistema - Monoclino
Durezza - 2,5
Densità - 2,76 - 2,88
Sfaldatura: Perfetta
Frattura: Scagliosa
Colore - Incolore, allocromatico
Colre della polvere: Bianco
Lucentezza - Madreperlacea

I suoi cristalli sono per lo più tabulari, con le facce del prisma solcate a volte da profonde striature orizzontali. Oltre che in distinti cristalli, la muscovite si rinviene frequentemente in scaglie disseminate nella roccia o in pacchetti di lamine di spessore ed estensione variabili. 
È facilmente sfaldabile e le singole lamine sono flessibili ed elastiche. 
La muscovite tipica è incolore oppure colorata in varie tonalità di grigio. Questa tinta conferisce al minerale, insieme alla lucentezza prevalentemente madreperlacea, un caratteristico aspetto argenteo. 
La paragonite è la mica equivalente alla muscovite, con il sodio al posto del potassio. 
Alla stessa serie appartengono inoltre la glauconite (mica ferrifera di sodio, potassio e calcio), la seladonite e la roscoelite.

CARATTERI DIAGNOSTICI - È insolubile negli acidi e difficilmente fusibile.

ORIGINE - Minerale comunissimo, si trova specialmente in graniti, pegmatiti granitiche, scisti, gneiss e altre rocce metamorfiche. In sottili lamine argentee è frequentissima anche nelle sabbie e nelle arenarie.

GIACIMENTI E USI - In Italia buoni esemplari provengono dalle pegmatiti di Montescheno, nell'Ossola, da quelle di Piona, sul Lago di Como, e dalle fessure di alcuni gneiss alpini (Baceno, Villadossola e Premia, in Piemonte; Valle Aurina, in Alto Adige). 
In Europa è diffusa in Norvegia, Svezia, Austria e Svizzera. 
La muscovite è un ottimo isolante termico ed elettrico.

VARIETÀ - La fuchsite è una muscovite cromifera che si presenta in masse di colore verde.


Fuchsite 


martedì 28 ottobre 2014

MAGNETITE - Ossidi (Oxides)


MAGNETITE
Fe3O4
Sistema - Cubico
Durezza - 6,0 - 6,5
Densità - 5,2
Colore - Nero
Lucentezza - Metallica

La magnetite è il più ricco minerale di ferro e cristallizza nel sistema cubico, in ottaedri o rombododecaedri perfetti, neri e lucenti, con facce striate. Di solito, pero, si trova in masse compatte e granulari color nero ferro, con iridescenze bluastre. 
Ha lucentezza metallica ed è opaca alla luce; la polvere è nera. 
Fragile, priva di sfaldatura, molto pesante, risulta dura e perciò difficilmente scalfibile anche con la lama di un temperino.

CARATTERI DIAGNOSTICI - La magnetite è fortemente magnetica (viene attratta da una calamita) e talvolta anche magnetopolare (attrae gli oggetti di ferro), essendo quindi una calamita naturale. Non si altera con facilità.

ORIGINI - La magnetite è diffusa in tutte le rocce. Tipica è però la genesi per segregazione magmatica, caratteristica delle rocce femiche e ultrafemiche, ricche cioè di ferro e magnesio: il minerale, durante il consolidamento della massa magmatica, è tra i primi a formarsi e in seguito si concentra a causa del suo elevato peso specifico. Comune, tuttavia, è anche l'origine idrotermale, vale a dire per cristallizzazione dai fluidi residui dopo la formazione di rocce qua|i., per esempio, graniti e pegmatiti. 
Grandi quantità di magnetite si trovano poi in ambiente sedimentario, cioè in sabbie derivate dal disfacimento di rocce che la contenevano. 
Poiché il minerale è pesante e poco alterabile, si concentra facilmente.
È inoltre abbondante anche negli "skarn", originati dal contatto di una massa plutonica con le rocce circostanti.

GIACIMENTI - Depositi di segregazione magmatica di notevole importanza economica sono presenti a Kiruna, in Svezia, dove la magnetite è associata a silicati di ferro grazie ai quali, durante il trattamento siderurgico, si forma naturalmente un pregiato acciaio al silicio di elevata durezza. 
Grandi giacimenti si trovano anche nella Repubblica Sudafricana, negli Stati Uniti (lron Spring, lron Mountains) e in Russia (Urali). 
In Italia e noto il giacimento di segregazione magmatica di Cogne, in Valle d'Aosta, ma anche quello idrotermale di Capo Calamita, all'lsola d'Elba: in quest'ultima località, come a Magnet Cove (Usa), è stata scoperta la calamita naturale. 
Bei cristalli provengono dalla Valle di Binn (Svizzera) e dalla Val Malenco (Sondrio), associati ad amianto, dalla Val di Ala e da Traversella (Torino), dalla Valle di Vizze (Bolzano), dal Vesuvio (Napoli), dai Vulcani Laziali e dalla regione della Nurra (Alghero).

USI - La magnetite è utilizzala nell'industria siderurgica per la preparazione di acciai speciali. In alcuni casi dalle sue scorie è possibile recuperare il vanadio e il fosforo.