sabato 8 novembre 2014

PIRITE - Solfuri (Pyrite - Sulphides)


PIRITE
  
FeS2

Sistema - Cubico
Durezza - 6,5
Densità - 5,0
Colore - Giallo
Lucentezza - Metallica

Minerale conosciutissimo ed estremamente diffuso, la pirite è nota fin dall'antichità. Spesso si trova sotto forma di cristalli di grande perfezione. I suoi cubi squadrati, dalle facce lisce o striate, sono subito distinguibili. Talvolta i vertici sono troncati da faccette triangolari che evidenziano la presenza dell'ottaedro, sua forma cristallografica tipica. 
Altrettanto comune è la forma pentagonododecaedrica: in questo caso, però, le singole facce pentagonali non hanno i lati tra loro uguali. 
I geminati sono comuni, ma la loro esatta identificazione non è molto facile. 
Il geminato "a croce di ferro" vede associati in modo tipico due pentagonododecaedri.



   
CARATTERI DIAGNOSTICI - Il colore giallo ottone, la lucentezza metallica e la mancanza di sfaldatura rendono la pirite simile all'oro, ma la prima è più dura, ha polvere grigia non rigabile con il temperino e, al contrario dell'oro, si altera facilmente.  In ambienti umidi, infatti, si trasforma in acido solforico e altri prodotti (ossidi bruno-rossastri di ferro o solfati fibrosi bianchi). 
Posta sul fuoco, la pirite brucia con una fiamma azzurrina e con un forte odore di zolfo.

ORIGINE - La pirite è uno dei minerali più comuni perché si può formare in vari ambienti geologici: anzitutto nei filoni idrotermali con altri solfuri, nelle rocce metamorfiche serpentinose e nei marmi, quasi sempre in cristalli perfetti, ma anche in aggregati massivi.

GIACIMENTI - In Italia gruppi cristallizzati di eccezionale bellezza sono stati rinvenuti a Brosso, presso Ivrea (Torino), a Rio Marina e in altre località della costa orientale dell'lsola d'Elba (Lìvoino)e inoltre a Boccheggiano, Niccioleta e Gavorrano nella Maremma toscana (Grosseto). Cristalli cubici di pirite si trovano inclusì nei cloritoscisti della Val Malenco (Sondrio), mentre piccoli cristalli spesso superficialmente alterati in un colore bruno-rossastro sono rinvenibili nelle cave di marmo di Candoglia, in Val d'Ossola.

USI - Dalla pirite si ricavano ferro e zolfo. Mediante la combustione si produce un ossido da cui si ottiene il ferro; anche lo zolfo che brucia viene poi recuperato e trasformato in acido solforico, che viene utilizzalo in molti processi di trasformazione industriale.


Alcune tra le più comuni forme cristalline della pirite.
Il penultimo cristallo mostra il tipico geminato a "croce di ferro"

ORDINE ALFABETICO DI TUTTI I MINERALI
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WOLFRAMITE - (Ossidi - Oxides)




WOLFRAMITE

(Fe, Mn)WO4

Sistema - Monoclino
Dureza - 5,0 - 5,5
denistà - 7,14 - 7,54
Colore - Bruno-rpossiccio, bruno-nerastro
Lucentezza - Submetallica, resinosa

La wolframite cristallizza nel sistema monoclino, in individui tabulari a facce striate o addirittura lamellari, semiopachi o traslucidi, di colore da bruno-rossiccio a bruno-nerastro; più spesso si trova in masse granulari generalmente opache; la polvere è nera o bruno-rossiccia. 
Ha lucentezza submetallica, resinosa sulle superfici di sfaldatura; è insolubile negli acidi e praticamente inalterabile. 
Si tratta di un minerale molto pesante, fragile e duro. 
Oggi il termine "wolframite" viene utilizzato per indicare le miscele intermedie tra il wolframato di manganese (huebnerite) e il wolframato di ferro (ferberite).

CARATTERI DIAGNOSTICI -  La wolframite può essere confusa con alcuni solfuri e con i minerali del gruppo della columbite. Da questi ultimi si può distinguere per la sfaldatura assai più evidente e dal fatto che columbiti ben cristallizzate sono quasi sempre immerse nella massa della pegmatite. Dai solfuri si distingue fondendola con soda o bisolfato dì potassio e trattandola successivamente con acido solforico diluito e ritagli di zinco: si ottiene una magnifica colorazione azzurra.

ORIGINE - La wolframite è una tipica specie di genesi pneumatolitica (formatasi, cioè, dai fluidi magmatici residui dopo la consolidazione dei graniti). I fluidi, infatti, si intrudono in spaccature delle rocce circostanti e qui si consolidano, dando origine a vene dì quarzo nelle quali questo minerale cristallizza. 
Per l'elevato peso specifico e la resistenza agli agenti atmosferici, la wolframite si trova anche concentrata in giacimenti sedimentari alluvionali (placers), costituiti in seguito alla disgregazione di rocce trasportate dai fiumi e successivamente accumulate.

GIACIMENTI - Importanti depositi sono quelli situati a sud della Cina (catena montuosa di Nanling), in Australia (Queensland), in Bolivia (distretto di La Paz), in Canada, negli Stati Uniti (California e Colorado), in Malesia e Birmania. lnoltre, il wolframato si rinviene in Cornovaglia e nel Cumberland (Gran Bretagna), nell'Erzgebirge boemo-sassone e in Portogallo. 
Nel nostro Paese sono state scoperte piccole quantità di wolframite in diverse località della Sardegna, a Roncegno, in Valsugana (Trento), e a Traversella (Torino).

USI - La wolframite è il principale minerale di wolframio: infatti può arrivare a contenere circa il 60% in peso di questo elemento, utilizzato in metallurgia per costruire i filamenti delle lampadine elettriche e, sotto forma di carburo, per la fabbricazione di attrezzi da perforazione e di acciai speciali.