lunedì 14 luglio 2008

ZAFFIRO - SAPPHIRE - Varietà di CORINDONE (Ossidi - Oxides)



ZAFFIRO
(Vedi Corindone)

A rigore il termine zaffiro andrebbe applicato solo alla varietà azzurro-blu di corindone, ma di solito vengono chiamati zaffiri tutti i corindoni di colore diverso dal rosso. Lo zaffiro si rinviene generalmente in depositi alluvionali.
Principali località di provenienza sono quelle di Australia, Sri Lanka, Birmania e Thailandia.
Zaffiri di dimensioni eccezionali sono lo Star of India di 563 carati (Museo di Storia Naturale di New York) e lo Star of Asia di 330 carati (Smithsonian Istitution di Washington.
Il taglio più diffuso per lo zaffiro trasparente è quello faccettato ovale o rotondo, ma è facile trovare anche tagli a cuore, a baguette o a navette.
I cristalli sono per la maggior parte bipiramidi o prismaticobipiramidi. Prismi tozzi terminati da un ampio pinacoide danno allo zaffiro un aspetto discoidale.
Il minerale presenta geminazione polisintetica, raramente percepibile a occhio nudo; quando ciò è possibile si possono osservare fitte lamelle accostate e disposte con precisa orientazione geometrica.
Lo zaffiro è l'unica sostanza naturale di durezza 9 e può essere scalfito soltanto con il diamante, che è ancora più duro. Spesso è fluorescente ai raggi ultravioletti.
Lo zaffiro è un minerale di rocce metamorfiche; si trova però anche in rocce formatesi per consolidamento di magmi profondi poveri di silice.




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venerdì 11 luglio 2008

ACQUAMARINA - Varietà di berillo (Beryl, Aquamarine)


(Vedi Berillo)


Nella composizione chimica di questo minerale, uno dei più importanti dal punto di vista gemmologico, possono comparire anche sodio, litio, calcio, cesio, rubidio, scandio, fluoro e ossidrili.
L'abito cristallino è prismatico, spesso troncato irregolarmente alle estremità, oppure limitato da facce si altre forme cristallografiche.
In natura è presente in tutte le sfumature del verde-azzurro, fino all'azzurro più intenso.
Ha lucentezza vitrea e cristallizza in prismi esagonali di forma allungata.
L'acquamarina grezza presenta a volte inclusioni tipiche: è il caso delle sottili cavità, riempite di liquido trasparente e con una bolla gassosa, chiamate "a livella".
Si tratta di un minerale tipico delle pegmatiti ed è presente in Brasile, Madagascar e, in piccoli cristalli, all'isola d'Elba.
Il taglio più usato per questa gemma è quello rettangolare a gradini.




 

lunedì 5 maggio 2008

OSSIDIANA - OBSIDIAN (Silicates)



 
L'ossidiana è un vetro vulcanico la cui formazione è dovuta al rapidissimo raffreddamento della lava, sempre ricca di ioni silicato (dal 40% a oltre il 65%), i quali non riescono a raggiungere la formazione ordinata di un reticolo cristallino, ma assumono una disposizione caotica (struttura amorfa) come in un liquido superviscoso. 
L'ossidiana è un vetro naturale, del tutto simile a quello di produzione umana. Molto ricercata nell'antichità per la fabbricazione di strumenti taglienti (prevalentemente coltelli) è stata una delle merci che ha animato il commercio del Mediterraneo e sostenuto la vita economica dei luoghi di estrazione, come la Sardegna, Lipari o Pantelleria, nel periodo preistorico. 
Oggi viene ancora lavorata in piccoli oggetti decorativi, monili, lame per bisturi.


Varietà:

Ossidiana nera: è la più comune con i bordi traslucidi.
Ossidiana fiocco di neve: molto rara con inclusioni biancastre con i bordi traslucidi.
Ossidiana dorata: con inclusioni giallastre.
Ossidiana bruna o rossa: con chiazze rossastre su sfondo nero e venature chiare traslucide.
Ossidiana verde: tipica di Pantelleria, si presenta nera a luce riflessa e verde scuro a luce trasmessa.
Perlite: di colore grigio perla a fessurazione concentrica.
Pechstein o Pietra di pece: di colore bruno-giallastra, di aspetto piceo.
Marekanite: di colore grigio fumo, proveniente dal Monte Marekan in Siberia.
Tokayer-Luchsaphir: originaria dell'Ungheria il cui nome, in tedesco, significa blu zaffiro.


Giacimenti:

Europa: Ungheria;Islanda.
Italia: Pantelleria, Lipari (Sicilia); isola di Palmarola (Latina); Monte Arci (Sardegna).
Egeo: Isola di Melos, Isola di Giali.
America: Stati Uniti, Messico, Perù, Brasile.
Asia: Turchia, Giava (Indonesia), Giappone.
Africa: Etiopia, Gibuti.


Usi:

Attualmente l'ossidiana viene utilizzata per fabbricare la lana di roccia; una sorta di vetro in fibre sottilissime ottenuto fondendo l'ossidiana a 1300 °C, e poi per creare collane molto preziose.
In passato gli Aztechi (come ogni civiltà che ne disponeva localmente) usavano l'ossidiana per ottenere le punte delle frecce, coltelli e rasoi.
La tecnica per realizzare oggetti appuntiti dai ciottoli di ossidiana è detta scheggiatura e consiste nell'asportazione di schegge tramite la percussione. Appassionati riscopritori della tecnica producono oggi esemplari destinati al mercato turistico.
Ancora oggi vengono prodotte lame per bisturi in ossidiana, che alcuni chirurghi preferiscono rispetto all'acciaio per il taglio più netto e l'assenza di particolato metallico, possibile causa di allergia.




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martedì 1 aprile 2008

MARMO - MARBLE



MARMI - Rocce calcaree ricristalizzzate per azione metamorfica.
Se i calcari originari erano impuri, oltre alla calcite si formano anche minerali accessori, soprattutto silicati di calcio.
Con l'aumento della quantità di tali minerali i marmi passano a calcefiri.



VEDI ANCHE..... GRANITO




martedì 4 marzo 2008

REALGAR (Ossidi - Oxides)

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REALGAR

  
I cristalli di realgar sono abbastanza frequenti e presentano un abito prismatico, con striature disposte secondo I'allungamento. Il minerale, tuttavia, è più comune in forma massiva, granulare oppure come incrostazione. 
Trasparente se fresco, altrimenti traslucido, ha un bel colore rosso intenso o rosso appena aranciato; la striscia su porcellana porosa è invece giallo arancio; la sua lucentezza varia da resinosa a grassa. 
Molto tenero e abbastanza pesante, ha una sfaldatura distinta ma non evidentissima; la frattura è concoide ed è un minerale settile.

CARATTERI DIAGNOSTICI - In seguito a una prolungata esposizione alla luce, il realgar si disgrega con facilità, trasformandosi in una polvere giallo aranciata, costituita prevalentemente dalla velenosissima arsenolite nonché dai solfuri orpimento e, secondo alcuni, anche pararealgar.

ORIGINE - Si rinviene soprattutto nei filoni idrotermali di bassa temperatura, associato in particolare ad altri solfuri arsenicali e di antimonio; ma anche, quale prodotto di sublimazione vulcanica, nelle fumarole e, ancora, nei depositi formatisi in prossimità di sorgenti calde; infine è presente in alcune rocce sedimentarie (dolomie, scisti bituminosi).

GIACIMENTI - Questo minerale è segnalato in varie località italiane. In Lombardia si trova nella dolomia del Pizzo Scalino, presso Lanzada, nella Val Malenco (Sondrio), e nei marmi a contatto con le filladi nella zona del Passo di Gavia, presso Santa Caterina Valfurva (Sondrio). 
In Friuli-Venezia Giulia è frequente in un calcare bituminoso del Monte Prisnig, presso Tarvisio; in Toscana è in alcune miniere cinabrifere del Monte Amiata. Quale prodotto di sublimazione si forma continuamente alla solfatara di Pozzuoli (Napoli). 
Nella catena alpina i cristalli migliori sono certamente quelli del celebre giacimento di Lengenbach, nella Valle di Binn, nel Vallese (Svizzera).

USI - Il realgar può essere utilizzalo per estrarre l'arsenico metallico o per ottenere vari suoi composti. In passato, mescolato con salnitro, veniva utilizzato nella preparazione dei fuochi artificiali per gli spettacoli pirotecnici.


martedì 26 febbraio 2008

BRASILIANITE - Brazilianite (Fosfati - Phosphates)


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BRASILIANITE

La brasilianite cristallizza in individui generalmente prismatici o equidimensionali, fragili, ricche di facce, di colore giallo pallido, giallo-verde, spesso trasparenti (varietà gemmifera) e lunghi anche 10 centimetri. La durezza è media, la sfaldatura perfetta.
La frattura è di tipo concoide e la lucentezza è vitrea.

CARATTERI DIAGNOSTICI - Se non è perfettamente limpida, la brasilianite può mostrare inclusioni di piccoli cristalli allungati di tormalina verde, laminette di mica muscovite, oppure fratture con piccolo inclusioni liquide, spesso bifasi (contenenti cioè un liquido e una bolla gassosa).

ORIGINE - E' presente in cavità pegmatidi, associata a lazulite e apatite blu.

GIACIMENTI - I primi cristalli di brasilianite furono trovati nelle pegmatiti di Conselheiro Pena e, poco tempo dopo, lo stesso minerale fu rinvenuto anche nei pressi di Corrego Frio, nelle Stato brasiliano di Minas Gerais. In seguito sono stati scoperti altri cristalli nelle pegmatiti di Palermo Mine (Grafton County) e di Smith Mine (Newport), nel New Hampshire (USA):

USO GEMMOLOGICO - Per la brasilianite, che dopo la scoperta è stata spesso confusa con il crisoberillo giallo e il topazio dello stesso colore, si usa generalmente il taglio ovale o quello rettangolare scantonato. E' comunque una gemma di scarso pregio.




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lunedì 18 febbraio 2008

DIOPTASIO - Dioptase (Silicati - Silicates)

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Il dioptasio è verde intenso, in genere con una forte sfumatura bluastra, quasi nera: il colore può apparire talmente marcato da rendere poco trasparenti e perfino opachi i cristalli. Questi hanno un abito prismatico piuttosto tozzo e presentano sovente sottili striature sulle facce. Di rado il dioptasio si rinviene in individui isolati: più frequenti, invece, sono gli aggregati di cristalli, anche di grosse dimensioni, che formano croste o rivestono le pareti di cavità nella roccia madre. 
La lucentezza del minerale è vitrea, ma appare madreperlacea nel caso in cui ci sì riferisca alle superfici di sfaldatura. Nonostante lo splendido colore e il fuoco emanato dalle pietre faccettate, la scarsa durezza e la facile sfaldatura rendono il dioptasio poco adatto al taglio.

CARATTERI DIAGNOSTICI - lnfusibile, si scioglie nell'ammoniaca e negli acidi.

ORIGINE - Il dioptasio è un minerale piuttosto raro che si rinviene nelle zone di ossidazione dei giacimenti cupriferi, talora associato a crisocolla.

GIACIMENTI E USI - La località di provenienza più famosa è il Monte Althyn-Tube nel Kazakistan, da dove giungevano esemplari di notevole trasparenza e dimensioni. Altri giacimenti notissimi si trovano a Mindouli (Repubblica Popolare del Congo) e a Tsumeb (Namibia). 
Il dioptasio è reperibile a Copiapò (Cile), ad Atacama (Argentina), a Baita (Romania), in Arizona, in Zambia e in varie località del Perù.

Il dioptasio viene utilizzato a fini ornamentali.


Dioptasio su calcite


sabato 16 febbraio 2008

LAPISLAZZULI - LAZURITE - Silicati (Lapis lazuli - Silicates)




TENORITE - Ossidi (Oxides)

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TENORITE


Piuttosto rara, si presenta in cristalli molto sottili, allungati, striati sulle facce laterali, oppure in scagliette talvolta ricurve; in genere, però, si presenta in masse da terrose (è il caso della varietà melaconite) a compatte. Si tratta di una specie fragile e priva di sfaldatura. 
Il suo colore varia dal grigio acciaio al nero; è opaca, con lucentezza metallica.

CARATTERI DIAGNOSTICI - Minerale semiduro, è facilmente scalfibile dalla lama di un temperino.

ORIGINE - Si trova soprattutto nella zona di ossidazione dei depositi di rame, vale a dire dove i vari minerali di tale metallo vengono alterati e ossidati in seguito all'azione degli agenti atmosferici. Spesso è perciò associata ad azzurrite e malachite, anch'esse derivate per alterazione da altri minerali di rame, come la cuprite. 
Può anche avere origine per sublimazione da prodotti vulcanici, come avviene nelle lave del Vesuvio, dove fu scoperta, e dell'Etna.

GIACIMENTI E USI - In Italia, la tenorite è stata trovata a Boarezzo (Varese) e a Bognanco, in Val d'Ossola. In Europa è presente in Gran Bretagna, Spagna, Francia, Germania e Russia.
Negli Statì Uniti depositi notevoli sono stati rinvenuti in California, Oregon, Arizona, New Mexico; altri giacimenti importanti sono in Bolivia e in Cile.

La tenorite serve per l'estrazione del rame.




Tenorite - Vesuvio


NADORITE - (Alogenuri - Halides)



NADORITE


Si presenta in cristalli tabulari o lenticolari, spesso associati in gruppo, di colore bruno scuro, giallo o giallo-brunastro. E' traslucida, con lucentezza viva, quasi adamantina. 
Si sfalda con facilità secondo le facce verticali ed e fragile, con frattura concoide.

CARATTERI DIAGNOSTICI -  È scalfibile con la lama di un temperino. Si scioglie nell'acido cloridrico.

ORIGINE - Si forma per alterazione superficiale di altri minerali di piombo.

GIACIMENTI e USI - La località classica per questa specie è Djebel Nador, presso Costantina (Algeria), ove la nadorite fu trovata in quantità notevole, associata a smithsonite, bindheimite e flajolotite. Oltre che in Algeria, questo minerale è abbastanza diffuso a Långban, nel Varmland (Svezia) e in altre località della stessa regione; in Cornovaglia la nadorite fu osservata come prodotto di alterazione della jamesonite.
Minerale piuttosto raro, ha interesse esclusivamente scientifico e collezionistico.




COTUNNITE - (Alogenuri - Halides)


COTUNNITE

I cristalli naturali generalmente hanno forma prismatica; il colore è bianco o biancastro. Simile strutturalmente alla cotunnite è la laurionite, in nitidi cristalli bianchi o incolori, che si trovano soprattutto nelle cavità di antiche scorie contenenti piombo, alterate dall'acqua marina, sulla spiaggia del Laurion, in Grecia. La laurionite è accompagnata in queste scorie da minerali caratteristici, quali la paralaurionite, la fiedlerite e la penfieldite.

CARATTERI DIAGNOSTICI - È solubile in acqua calda, da cui si separa a freddo in cristalli lucenti. La soluzione, trattata con bicromato di potassio, dà un abbondante precipitato giallo. 
Di notevole interesse è inoltre la radioattività relativamente intensa che si nota negli esemplari provenienti dal Vesuvio.

ORIGINE - La cotunnite si presenta soprattutto in aggregati cristallini, nelle fumarole situate presso il cratere del Vesuvio, dove si forma ancor oggi, associata a cloruri di rame e a tenorite. Più raramente si può trovare come prodotto di alterazione della galena, avvenuta all'aria in presenza di cloruri, come in alcune località aride (Cile) oppure situate presso la riva del mare (Cornovaglia).




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DIABOLEITE - Alogenuri (Halides)

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DIABOLEITE

A differenza della boleite, i cristalli non simulano affatto la forma di un cubo: il loro abito è per lo più tabulare. 
Il colore è azzurro intenso, più simile alla tinta della linarite o del solfato di rame, che non a quella della boleite.

CARATTERI DIAGNOSTICI - La diaboleite si distingue facilmente dalla boleite per la forma dei suoi cristalli. La presenza contemporanea di piombo e di cloro, inoltre, permette la distinzione dagli altri minerali secondari più comuni di rame.

ORIGINE - Si rinviene come prodotto di alterazione nei giacimenti di rame.

GIACIMENTI - La località originale per questa specie si trova in Inghilterra, nelle Mendip Hills (Somerset), dove il minerale si presenta sporadicamente in un curioso giacimento di ferro e manganese, associato a idrocerussite, cerussite e mendipite. 
I migliori campioni di diaboleite provengono tuttavia dalla Mammoth Mine presso Tiger nell'Arizona (Usa), ove il minerale si presenta in cristalli veramente splendidi, associati a boleitec€errussite e idrocerusilte.