lunedì 1 agosto 2011

MINERALI FRA SCIENZA E LEGGENDA - Curiosità, proprietà e virtù (MINERALS BETWEEN SCIENCE AND LEGEND (curiosity, properties and virtues)

      
ACQUAMARINA  (VEDI SCHEDA)
Un cristallo di acquamarina di ben 61 chilogrammi è stato trovato in Brasile, nei dintorni di Belo Horizonte. All'American Museum of Natural History di New York (Usa) è invece conservato un esemplare di 4438 carati a forma di uovo sfaccettato. Alla Smithsonian Instituion si può ammirare una splendida gemma sfaccettata di 25 x 10 centimetri.



AGATA
Il principale centro di lavorazione dell'agata si trova nei dintorni di Idar Oberstein, una cittadina nella valle del fiume Nahe, in Germania: qui, dalla metà del secolo scorso, con questa gemma vengono prodotti gli oggetti più disparati, dagli orecchini ai manici per ombrello. L'agata rivestiva presso i popoli antichi il significato di pietra protettiva e portafortuna. Da essa si ricavavano amuleti.
Segno zodiacale ARIETE e GEMELLI.



AMAZZONITE
Questa gemma viene talvolta confusa con la turchese o con alcune giadeiti. Il suo nome richiama il Rio delle Amazzoni, nell'America Meridionale, ed era originariamente riferito alle giade o ad altri minerali verdi della zona: è curioso sottolineare che in quest'area non sono mai stati segnalati giacimenti di amazzonite.
Segno zodiacale TORO e BILANCIA.



La vera genesi di questa sostanza è rimasta a lungo sconosciuta, nonostante le originali e bizzarre ipotesi degli antichi: si pensò che fosse urina di lince solidificata, ma anche che derivasse da uno strano processo di condensazione dei raggi del sole al tramonto. Tuttavia già i Greci notarono la sua peculiare caratteristica di caricarsi elettricamente se strofinata con un panno; tale proprietà contribuì a diffondere particolari credenze sulle capacità terapeutiche dell'ambra, che fu considerata molto adatta per la cura delle malattie nervose e delle vie respiratorie.




AMETISTA (VEDI SCHEDA)
In Egitto e in Asia Minore, fin dal 3000 a.C., l'ametista è stata una tra le gemme più utilizzate per la creazione di gioielli, sigilli e intagli pregiati. Gli antichi Greci, invece, ritenevano che l'ametista costituisse un eccellente rimedio contro gli effetti dell'alcol, da cui il nome amethistos ("che respinge l'ubriachezza"). Il principale significato simbolico dell'ametista è comunque quello sacrale e religioso: viene infatti citata nelle pagine della Bibbia come una tra le dodici pietre poste sul pettorale che conservava i nomi delle dodici tribù di Israele. Nel Medioevo, poi, la gemma diventò la pietra di cardinali e vescovi - considerata un simbolo di pace, umiltà, castità e distacco dal mondo terreno - oltre a rappresentare il colore della passione di Cristo.




APATITE
Nel mondo organico l'apatite svolge un ruolo fondamentale come componente minerale (allo stato colloidale o in cristalli ultramicroscopici) delle ossa e dei denti. Ciò è importante anche ai finì paleontologici, dato che la fossilizzazione delle ossa in alcuni sedimenti può avvenire tramite una parziale o perfino totale sostituzione delle molecole organiche delle ossa stesse a opera di fini cristallini di apatite.




ARGENTO
Palazzo Pitti, a Firenze, ospita il Museo degli Argenti, una pregevolissima raccolta di oggetti in argento e altri metalli preziosi, di gemme e cammei. Si possono anche ammirare i vasi in pietre dure appartenuti alla collezione di Lorenzo il Magnifico.


AVORIO
Presso il British Museum di Londra è conservato, proveniente dal Kenya, il più pesante paio di zanne che si conosca: ciascuna misura 3,5 metri di lunghezza, con un diametro massimo di 47 centimetri; il loro peso è di 97 e 102 chilogrammi.




AVVENTURINA (VEDI SCHEDA)
Il nome di questa varietà di quarzo deriva dalla locuzione "per avventura", intesa nel senso di "caso", poiché nella prima metà del Seicento venne scoperto a Murano (Venezia) il modo di ottenere un vetro bruno-rosso con inclusioni lucenti ("venturina"), dagli effetti cromatici molto simili a quelli di questo tipo di quarzo.



BARITE
Fin dal 1602 era noto che una varietà di barite, presente nelle argille del Bolognese, se veniva riscaldata insieme a certe sostanze riducenti (chiaro d'uovo e gomma adragante) diventava fosforescente dopo l'esposizione al sole. Questa varietà fu chiamata pietra fosforica di Bologna. II fenomeno è dovuto alla formazione di solfuro di bario durante il processo di riscaldamento per riduzione del solfato di bario che costituisce la barite.




BERILLO
Il berillo più grande che sia mai stato trovato proviene dal Madagascar: è lungo 18 metri, ha un diametro di 3 metri e mezzo e pesa quasi 4 tonnellate. Un esemplare lungo 10 metri, del diametro di quasi 2, è stato scoperto nel 1950 nello Stato americano del Maine.




CALCITE
I più grossi cristalli di calcite provengono da Helgustadir e Reydarfioerdur, in Islanda. Si tratta di tre esemplari, il primo dei quali misura 7 x 7 x 2 metri e pesa 254 chilogrammi; il secondo 6x6x3 metri e 280 chilogrammi; il terzo 5 x 5x 3 e 214 chilogrammi.




 CERARGIRITE
A Treasure Hill, nel Nevada (Usa), fu trovata una massa di cerargirite del peso di oltre sei tonnellate.




COPALE
Il nome di questa resina vegetale è di origine azteca (copalli) e significa "incenso": infatti il copale veniva sfruttato per le sue proprietà aromatiche. Nell'antico Egitto era utilizzato anche per creare monili e gioielli. I Cinesi impiegarono il copale per realizzare svariati oggetti ornamentali, soprattutto bottoni e piccole sculture.




CORDIERITE
Secondo una leggenda, pare che i Vichinghi si servissero dei cristalli di questa gemma come aiuto nella navigazione, per individuare la rotta rispetto alla posizione del sole: si riteneva infatti che la cordierite cambiasse colore a seconda delle diverse orientazioni alla luce.


CORNIOLA
I più antichi giacimenti di corniola erano in India, nello Stato di Bombay, dove la gemma si trovava in geodi asportati per erosione dalle lave basaltiche del Deccan: il suo bellissimo colore rosso era in parte dovuto all'influenza dei raggi solari e a speciali trattamenti termici, noti già allora.




DIAMANTE (VEDI SCHEDA)
Il termine deriva dal greco adamas, cioè "indomabile", e il termine fu scelto in riferimento alla sua estrema durezza. Proprio per questa caratteristica sono state attribuite al diamante le più mirabili proprietà, come quella di proteggere dai nemici e dalle avversità. In passato si riteneva addirittura che fosse capace di "sudare" in presenza di un veleno, rendendo così vani i tentativi di veneficio.




DIASPRO
I primi ritrovamenti archeologici di diaspri risalgono all'epoca degli Ittiti e, da allora, sono stati utilizzati per intagli e incisioni in tutte le principali civiltà; ne sono un esempio gli scarabei egizi, greci, fenici ed etruschi. Questa lavorazione era legata alla convinzione che tale pietra fosse magicamente in grado di proteggere dai veleni.




DOLOMITE (VEDI SCHEDA)
Nel 1791 il celebre geologo e mineralogista francese Deodat de Dolomieu scoprì la differenza esistente tra il minerale che formava le rocce delle Alpi nordorientali e la calcite, notando che il primo non produceva effervescenza se trattato a freddo con acidi diluiti, contrariamente a quanto avveniva per la calcite e per i calcari comuni. In suo onore venne dunque chiamato dolomite il minerale, dolomia la roccia di cui esso è il componente principale e Dolomiti la zona alpina contraddistinta dalla sua prevalenza. In realtà questa roccia non è esclusiva delle nostre montagne, essendo assai diffusa in tutto il mondo.


EUCLASIO
Deve il suo nome alla perfetta e facile sfaldatura presentata dai suoi cristalli: in greco, infatti, il prefisso “eu” vuol dire "bene", mentre “clasis” significa "frattura", "rottura". Si ha notizia di un esemplare di circa 7 centimetri di lunghezza, forse il più grande finora conosciuto.



GALENA
Il più grande cristallo di galena è stato scoperto sull'Isola di Man, nel Mar d'Irlanda: pesa 118 chilogrammi ed è un cubo di 25 centimetri di lato. Viene conservato presso il British Museum di Londra.




GRANATO
Il granato più grosso è stato trovato in Norvegia: ha un diametro di quasi 2,5 metri e pesa 37 tonnellate. Sempre dalla Norvegia proviene un esemplare di 700 chilogrammi; mentre negli Stati Uniti è stato trovato un granato di 1500 chilogrammi.




LAPISLAZZULI - LAZURITE  (VEDI SCHEDA)
Il suo nome deriva dall'arabo lezward, "pietra blu", divenuto poi nel latino medievale “lapis lazuli”. Secondo antiche tradizioni astrologiche il lapislazzuli appartiene alla categoria delle "pietre d'aria". Assiri e Persiani lo consideravano il simbolo del cielo stellato; in Egitto, oltre ad essere legato al culto della dea Iside, veniva impiegato per l'incisione di sigilli e scarabei.
Amuleto protettivo contro il malocchio in generale, al lapislazzuli erano attribuite virtù terapeutiche, come quella di curare le malattie del sangue, la gotta e l'insonnia.




MAGNETITE
Si ritiene che il nome del minerale derivi dall'antica città di Magnesia, in Tessaglia (Grecia). Secondo Plinio il Vecchio, invece, fu il mitico pastore Magnes a scoprirla per primo sul Monte Ida: egli avrebbe infatti notato che i chiodi dei suoi calzari e il puntale di ferro del suo bastone erano attratti dalla roccia su cui camminava; in suo onore, perciò, il minerale componente la roccia sarebbe stato chiamato magnetite.




MALACHITE (VEDI SCHEDA)
La malachite è un importante materiale ornamentale: basti ricordare le belle colonne della chiesa di Sant'Isacco a Pietroburgo, o quelle che appartenevano al tempio efesino di Diana e che oggi si trovano nella chiesa bizantina di Santa Sofia a Istanbul. Nel 1835, presso Nizni Tagil, negli Urali settentrionali, è stato estratto un blocco di malachite del peso stimato tra 25 e 30 tonnellate, utilizzato poi dai lapidari dello zar.




MORGANITE
Un esemplare eccezionale di morganite con taglio a gradini, di 598,7 carati, proveniente dal Madagascar, è conservato al Museo di San Pietroburgo. Esemplari notevoli si trovano, inoltre, al Museo Nazionale di Praga e alla Smithsonian Institution.




MUSCOVITE
Questo minerale era ben conosciuto già in passato specialmente in Russia, dove, grazie alla possibilità di reperirlo in grandi lastre quasi trasparenti, veniva usato nelle finestre delle abitazioni e negli oblò delle navi al posto del vetro: rispetto a quest'ultimo, la muscovite non si rompeva ed era più flessibile, sebbene meno trasparente. Da qui il nome popolare di vitrum moscoviticum (ossia "vetro di Moscovia"), da cui è derivato l'attuale termine.


OPALE
In epoca romana era una delle gemme più apprezzate, tanto che si tramanda che nel I secolo a.C. il senatore Nonnio preferì partire per l'esilio per evitare di cedere un suo prezioso opale a Marco Antonio. Nel Medioevo era ritenuto infallibile nel guarire le malattie degli occhi e si credeva potesse rendere invisibili. Più tardi acquisì la fama di pietra portatrice di sfortuna. I Veneziani del Trecento asserivano che diventava brillante quando chi l'indossava aveva contratto la peste e opaca quando costui stava per morire.




ORPIMENTO (VEDI SCHEDA)
È un minerale conosciuto fin dall'antichità: il suo nome deriva dal latino “auri pigmentum”, cioè "pigmento color oro", sia in allusione al suo aspetto dorato, sia perché si riteneva contenesse il prezioso metallo.




PECTOLITE
Particolarmente nota per la sua colorazione azzurro-blu è la pectolite, minerale proveniente dalla Repubblica Dominicana e commercializzato come larimar, termine che assai curiosamente deriva dall'aggiunta del suffisso spagnolo mar (mare) al soprannome di una fanciulla dell'isola.




PERIDOTO - OLIVINA
Due esemplari eccezionali per la bella colorazione e per il loro peso (ben 319 e 289 carati), originari della Birmania, sono custoditi alla Smithsonian Institution di Washington (Usa). Un'altra bella gemma, di 192 carati, fa invece parte del famoso tesoro degli Zar: proveniva dall'isola di Zabarjad I nel Mar Rosso. Al Topkapi di Istanbul si possono ammirare i 954 peridoti (di origine incerta) che impreziosiscono il trono di Bayran, molti dei quali tagliati a cabochon. Anticamente si riteneva che questa gemma proteggesse dalle truffe, garantendo lucidità e ingegno negli affari e, quindi, anche ricchezza e gloria.




PIRITE
Le sue pagliuzze sono talmente simili a quelle dell'oro da trarre in inganno più di un cercatore inesperto: per questo motivo la pirite viene chiamata "oro degli stolti".




PIROFILLITE
Deve il suo nome a due parole di origine greca, pyrós e phyllon, che significano "fuoco" e "foglia"; ciò allude al fatto che questo minerale, riscaldato alla fiamma dì un cannello, non fonde ma si sfoglia, creando una forma simile a un ventaglio e aumentando di molto il proprio volume iniziale.




PIROPO
Famoso è un piropo di ottima qualità e del peso di ben 469 carati, conservato al Museo Griine Gewólbe di Dresda. Sono inoltre noti alcuni esemplari importanti di granato piropo boemo di epoca vittoriana, periodo durante il quale l'uso di questa gemma era particolarmente diffuso in gioielleria.




PLATINO (VEDI SCHEDA)
Non è certo che questo raro e prezioso minerale fosse noto agli antichi: di sicuro si sa che fu trovato nel fiume Pinto, in Colombia, e portato in Europa verso la metà del Settecento dal marinaio e scienziato spagnolo Antonio de Ulloa. Ma sembra che prima di allora il platino fosse già conosciuto dalle popolazioni locali e dai conquistatori spagnoli del Perú che, anzi, lo impiegavano per fabbricare l'elsa delle proprie spade chiamandolo platína ("piccolo argento"), termine da cui è poi derivato il nome del metallo.


Il rame venne utilizzato dall'uomo fin dalla preistoria, sia da solo, sia in lega con lo stagno a formare il bronzo. La sua importanza diminuì soltanto quando l'uomo imparò a servirsi del ferro: gli antichi Ittiti, infatti, riuscirono a sconfiggere gli Egizi proprio perché avevano armi di ferro, più robuste di quelle di rame utilizzate dai loro nemici.


QUARZO FUME' (VEDI SCHEDA) 
Utilizzato fin dalla più remota antichità per fabbricare armi da difesa, da caccia e oggetti ornamentali, ebbe notevole importanza anche in campo religioso: basti dire che,tra le dodici gemme che adornavano il "razionale", cioè il pettorale delle vesti liturgiche che il sommo sacerdote ebraico portava sul petto, ben sette appartenevano al gruppo dei quarzi; e di quarzo erano le sfere trasparenti usate dai maghi per predire il futuro. Numerosissime, poi, erano le virtù medicamentose attribuitegli: i Romani, per esempio, lo usavano come cicatrizzante, dopo averlo tagliato ed esposto al sole.




REALGAR (VEDI SCHEDA)
Il nome piuttosto insolito di questo minerale deriva dall'arabo e significa "polvere di miniera". Conosciuto fin dalla remota antichità per i suoi molteplici impieghi in medicina, il realgar è più volte ricordato come "sandaraca" o "sandracca" anche da Plinio il Vecchio nella sua celeberrima Naturalis Historia. Sempre a scopo prevalentemente medicamentoso fu poi molto utilizzato nel Medioevo dagli alchimisti, dai quali venne chiamato "risigallo".




RUBINO
Il suo nome deriva dal latino rubero rubeus, che significa rosso, ma il termine compare solo nel tardo Medioevo; precedentemente, infatti, questa pietra preziosa veniva chiamata carbonchio per via del suo colore, che ricorda quello dei carboni ardenti. Si dice che protegga in particolare i nati nel mese di luglio e che abbia il potere di calmare le passioni e di far rimarginare le ferite.




SALGEMMA
Il sale (che si può ottenere, oltre che dal salgemma, dall'evaporazione dell'acqua di mare in bacini artificiali) è sempre stato un prodotto importantissimo, anche per la sua proprietà di conservare i cibi, tanto da essere usato quale preziosa merce di scambio e perfino come moneta; già i Romani stabilirono che fosse oggetto di monopolio da parte dello Stato.




SMERALDO (VEDI SCHEDA) 
Lo smeraldo ha una storia antichissima. Già nel 4000 a.C. era oggetto di scambio sui mercati di Babilonia. Le prime miniere conosciute sono quelle dell'Alto Egitto, attive nel 2000 a.C., i cui smeraldi ornavano i monili della regina Cleopatra. Lo smeraldo ricorre spesso nei miti e nelle leggende: era la gemma che Lucifero perse dalla fronte quando venne cacciato dai cieli ed era la pietra di cui era fatto il Santo Graal. Era inoltre considerato un potente talismano, in grado tra l'altro di ridare la vista o di proteggere dal morso dei serpenti. Gli smeraldi più belli si trovano al Museo Topkapi di Istanbul ed alla Smithsonian Institution di Washington.




SMITHSONITE
Il minerale ha preso il nome da James Smithson (1754-1829), fondatore della celebre Smithsonian Institution di Washington, prestigioso ente che si occupa della diffusione delle conoscenze scientifiche e che possiede anche un museo mineralogico tra i più importanti del mondo.




SPINELLO (VEDI SCHEDA)
In passato era denominato "balasso" o "balagius", probabilmente dalla regione di Balascian o Badakhshan (Afghanistan), da dove provenivano gemme di ottima qualità. Lo spinello rosso intenso era considerato un simbolo di guerra e di vittoria; inoltre si diceva che, portato come amuleto, difendesse dai veleni e dalla peste, scacciasse la malinconia e i cattivi pensieri. Lo spinello più bello, secondo molti, sarebbe quello di 400 carati acquistato a Pechino dallo zar Alessandro e conservato in Russia: ornò la corona di Caterina II di Russia. Nella collezione iraniana dei gioielli della Corona ci sono due eccezionali spinelli nobili di 500 e 270 carati.




SPODUMENE
I due cristalli più grandi di spodumene provengono dall'Ettà Mine (South Dakota): il primo ha dimensioni di 14 x 0,8 x 0,8 metri e pesa circa 28 tonnellate, il secondo misura 13 x 2 x 1 metri e pesa 66 tonnellate.




TOPAZIO
Il nome deriva dal sanscrito tapas, "colore, fuoco", o dal greco Topazios, l'antico nome dell'isola di Zabarjad, nel Mar Rosso, da dove i Romani estraevano vari tipi di pietre di colore giallo, a lungo confuse con il vero topazio. Per gli antichi aveva la virtù di calmare le passioni, preservare i campi dalla grandine e proteggere dalla peste. Il cristallo più grande proviene dal Mozambico: è lungo circa un metro e pesa oltre due tonnellate e mezza. Alla Smithsonian Institution di Washington è conservato un campione tagliato del peso di 3270 carati.




TURCHESE
La turchese era anticamente nota con il nome di "pietra turca", in quanto i primi campioni di questo minerale di origine persiana arrivarono in Europa lungo le rotte carovaniere che attraversavano la Turchia. Il reperto archeologico più antico è un bracciale in oro e turchese risalente a circa 8000 anni fa e ritrovato in Egitto, dove questo minerale era considerato il simbolo dell'infinito e dell'aldilà. Tra le numerose virtù terapeutiche attribuite alla turchese, possiamo ricordare la sua presunta capacità di proteggere dai morsi di serpenti velenosi, oppure quella di sbiadire improvvisamente all'approssimarsi di una disgrazia. Si credeva poi che fosse in grado di infondere coraggio in battaglia o che possedesse la singolare caratteristica di segnalare l'infedeltà della donna amata, diventando quasi nera in caso di adulterio.




ZAFFIRO (VEDI SCHEDA)
Deriva il suo nome dal greco sappheiros, "pietra blu", o dall'ebraico sappir, "la cosa più bella". I Romani lo chiamavano anche hyacinthus, paragonandone lo splendido colore a quello del giacinto. Come tutte le gemme blu o incolori, rientra nelle "pietre d'aria" che gli antichi consideravano direttamente legate al cielo. Era simbolo di giustizia divina, speranza, coraggio, fiducia e gioia di vivere. Nell'antica Grecia lo zaffiro era la pietra ritenuta più adatta per liberare i prigionieri dai ceppi, mentre in Oriente veniva comunemente considerato un infallibile talismano contro le disgrazie.




ZIRCONE
Il nome zircone deriva dall'antichissima parola persiana zargun, che significa "del colore dell'oro". A partire dal tardo Cinquecento fino alla fine dell'Ottocento, agli zirconi rosso aranciati, così come ad altre pietre di colore analogo quali i granati, era attribuito genericamente il nome di giacinto. Nell'antichità lo zircone veniva considerato un amuleto potente dagli effetti benefici: si credeva infatti che questa pietra fosse in grado di favorire la buona disposizione d'animo e gli affetti.




ZOLFO
Il cristallo di zolfo più grande proviene da Perticara (Urbino) e si trova al Museo Civico di Storia Naturale di Milano: ha dimensioni di 22 x 16x 11 cm e pesa circa 5 chilogrammi. A Cianciana, in Sicilia; è stato scoperto un campione delle dimensioni di 14 x 13 x 8 cm, custodito all'American Museum of Natural History di New York (Usa).



ORDINE ALFABETICO DI TUTTI I MINERALI
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