domenica 13 gennaio 2008

COLUMBITE - TANTALITE (Ossidi - Oxides)

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COLUMBITE (TANTALITE)

I cristalli hanno generalmente forma tabulare o di parallelepipedo tozzo; il colore è sempre nero, con riflessi interni bruno scuri nelle varietà ricche di manganese. 
La lucentezza è quasi metallica, soprattutto nelle varietà ferrifere: talvolta può manifestarsi un'iridescenza superficiale abbastanza tipica.

CARATTERI DIAGNOSTICI - È difficile da riconoscere, soprattutto per la rassomiglianza con altri ossidi complessi di colore nero e inoltre perché non è facile mettere in evidenza con semplici saggi chimici la presenza di niobio. Il miglior mezzo per I'identificazione resta sempre lo spettro di polvere ai raggi X.

ORIGINE - È caratteristica delle pegmatiti granitiche, ove si trova associata ad albite, microclino, berillo, minerali di litio e stagno e a vari fosfati.

GIACIMENTI E USI - Località celebri sono Londonderry (Australia) e Ampangabe (Madagascar). Giacimenti di interesse industriale in Nigeria. 
Importante minerale per l'estrazione del niobio e del tantalio.

VARIETÀ - Allo stesso gruppo della columbite appartiene la tantalite (FeTa2O6), nella fotografia qui sotto. Forma cristalli tabulari o aggregati. Ilcolore è bruno o nero, la lucentezza
metallica. Si trova in pegmatiti granitiche con quarzo, spodumene e altri minerali.


Tantalite
   
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sabato 12 gennaio 2008

KROEHNKITE (Solfati - Sulfates)

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venerdì 11 gennaio 2008

MALACHITE - Carbonati (Carbonates)

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Solo di rado la MALACHITE si trova in cristalli isolati, a ciuffi di individui millimetrici dalla lucentezza vitrea, formando generalmente degli aggregati microcristallini concrezionati, talvolta stalagmitici; essi presentano caratteristiche bande con struttura fibrosa-raggiata, zonata o concentrica, in corpi di spessore variabile da pochi millimetri fino ad alcuni decimetri. Il colore a bande verde intenso o verde-gialllastro è alternato a zone blu in corrispondenza delle proporzioni di AZZURRITE. La lucentezza dell’aggregato può variare da vitreo-cerea a sericea nelle varietà fibrose: in esse le singole fibre sono talvolta visibili a occhio nudo.

CARATTERI DIAGNOSTICI - Non molto dura, fragile, con rottura in blocchi, la MALACHITE reagisce con forte effervescenza all’acido cloridrico. Il rame, contenuto in quantità di circa il 70 % in ossido, colora di verde la MALACHITE stessa e la fiamma posta a contatto con la sua polvere. Fonde abbastanza facilmente.

ORIGINE - La MALACHITE è un minerale secondario che si forma prevalentemente nella zona di alterazione superficiale dei giacimenti di rame in seguito a precipitazione del composto da acque ricche di carbonato di calcio e ioni di rame, questi ultimi derivanti dall’alterazione e dalla soluzione di solfuri e ossidi di rame.

GIACIMENTI E USI - Nei tempi antichi questo minerale veniva coltivato nei giacimenti degli Urali (furono rinvenuti oltre cinquanta tonnellate) e in quelli dell’Egitto; attualmente proviene dall’Australia, dallo Zaire, dallo Zimbabwe, dall’Arizona statunitense, dal Cile, dalla Francia e dalla Germania.
In Italia la MALACHITE è nota in Sardegna (Campo Pisano, Cagliari), a Libiola (Liguria), in Carnia (Friuli) e all’isola d’Elba (Capo Calamita).

USO GEMMOLOGICO - In gioielleria è usata in forme tonde, oppure ovali, con tagli a cabochon o a bottone. Serve anche per produrre oggetti di vario utilizzo: scatolette, portaprofumi, manici di coltelli, candelabri e così via.




giovedì 10 gennaio 2008

TALCO - Silicati (TALC - Silicates)

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Il TALCO è il minerale più tenero che si conosca; non cristallizza mai in individui distinti, bensì, di solito, in aggregati lamellari, scagliosi oppure compatti; le sue lamine talvolta hanno un contorno pseudoesagonale e una perfetta sfaldatura lamellare simile a quelle delle miche. Il colore in genere è bianco, ma può essere anche giallastro o verdastro; le masse compatte della varietà STEATITE, tuttavia, sono spesso grigio-verdi. Il TALCO è traslucido, con una lucentezza madreperlacea se in lamine, grassa quando invece si presenta in masse. E’ tenerissimo, settile e leggero. Le sue lamelle sono flessibili ma non elastiche.

CARATTERI DIAGNOSTICI - Il TALCO è untuoso al tatto, ed è inattaccabile dagli acidi e in fusibile al cannello.

ORIGINE - E’ un minerale di origine tipicamente metamorfica; è infatti il prodotto di trasformazione, in un ambiente metamorfico caratterizzato da media temperatura (300-400 °C) e da grandi quantità d’acqua, dei componenti magnesiaci di alcune rocce ricche di ferro e magnesio. Si può formare anche da marmi dolomitici impuri.

GIACIMENTI - Grandi giacimenti di TALCO si trovano in Austria (Siria), sui Pirenei, in India (Madras) e in varie località russe, australiane e americane. In Italia il minerale viene estratto in Val Chisone e in Val Germanasca (Piemeonte), in Val Malenco (Lobardia) e a Orani (Sardegna).

USI - Il TALCO trova larga applicazione nella produzione della carta, come lubrificante secco nell’industria tessile, come materiale refrattario particolarmente resistente agli sbalzi termici. Viene impiegato inoltre in profumeria e nell’industria delle sostanze coloranti e in quella dei pellami.




martedì 8 gennaio 2008

QUARZO IALINO - CRISTALLO DI ROCCA (Crystal Quartz)


QUARZO IALINO
Cristallo di rocca

Il quarzo ialino si distingue dagli altri cristalli per la forma e la trasparenza. Essendo piuttosto duro, non si lascia scalfire dal temperino o da altro oggetto appuntito. Quando viene segato, oppure colpito con un martello, emette una luminescenza gialla evidente al buio (triboluminescenza). Quando viene scaldato a 150-200 °C emette una luminosità azzurra o gialla,anch’essa visibile al buio (termoluminescenza).



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lunedì 7 gennaio 2008

AMETISTA (Varietà di quarzo - Ossidi) - AMETHYST (Variety of quartz - Oxides)

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AMETISTA (Varietà di quarzo)
SiO2
Sistema - Trigonale
Durezza - 7,00
Densità - 2,65
Colore - Incolore, allocromatico
Lucentezza - Vitrea


E' il colore violaceo più o meno intenso a contraddistinguere questa varietà molto ricercata di quarzo. In molti cristalli di ametista si nota un maggior sviluppo delle piramidi terminali rispetto al quarzo incolore.
Spesso la colorazione, dovuta a fenomeni di irraggiamento naturale di cristalli contenenti del ferro, è distribuita in zone irregolari o parallele alle facce principali del cristallo, oppure è presente solamente alle estremità dei cristalli. 
La lucentezza vitrea è spesso diminuita, sulle facce, da numerosissime striature parallele fra loro.
Al suo interno si possono trovare inclusioni tipiche, come veli liquidi in cavità appiattite, dal contorno zigzagato, o cristalli aciculari bruni o rossastri in ciuffi. Tutte le ametiste riscaldate a 400-500 °C diventano stabilmente dei quarzi citrini.

GIACIMENTI E USI - L'ametista si rinviene essenzialmente all'interno di geodi nelle rocce basaltiche, come si può constatare nei vastissimi giacimenti presenti in Brasile, Uruguay e India. I geodi brasiliani, di forma tondeggiante, possono raggiungere dimensioni superiori al metro cubo. In Russia e nel Madagascar l'ametista si presenta anche in vene e cavità delle pegmatiti.
In Italia cristalli di notevoli dimensioni provengono da Traversella (Torino) e dalla Valle Aurina (Bolzano): esemplari più piccoli sono stati rinvenuti in Val di Fassa (Trento) e all'Alpe di Siusi (Bolzano).
L'uso principale (anche con cristalli di sintesi) è quello gemmologico.

USO GEMMOLOGICO - Anche se di scarso pregio, l'ametista è uno dei minerali più diffusi, fin dall'antichità, in gemmologia. Le varietà di colore limpido e intenso vengono tagliate, in forme ovali o tonde, con tagli a faccette, talora a brillante, mentre le varietà opache si tagliano a cabochon.
Anticamente molte coppe e altri oggetti venivano ricavati da ammassi di aggregati traslucidi di ametista.







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STRONTIANITE - Carbonati (Carbonates)

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STRONTIANITE

Un tempo nota come stronzianite, cristallizza in individui aciculari raramente isolati e, più spesso, in aggregati fascicolati o a covone; ancora più comuni, però, sono le masse microgranulari o compatte. Il minerale sfalda con facilità secondo le facce del prisma verticale ed è fragile; il suo colore, in genere bianco, può avere sfumature rosate, grigie o verdi; è trasparente o traslucido, con lucentezza vitrea e polvere bianca.

CARATTERI DIAGNOSTICI - Quando viene esposta ai raggi ultravioletti può essere fluorescente in blu e se è riscaldata mostra talvolta il fenomeno della termoluminescenza. E’ solubile in acido cloridrico diluito, dando effervescenza. E la sua polvere, portata alla fiamma, colora quest’ultima di un rosso carminio per la presenza di stronzio.

ORIGINE - La STRONTIANITE ha origine tipicamente idrotermale: si forma cioè per cristallizzazione dai fluidi residui dopo il consolidamento di rocce, quali graniti e pegmatiti; i fluidi penetrano nelle fratture delle rocce circostanti riempiendole e, in seguito a raffreddamento, si consolidano, dando origine ai cosiddetti filoni idrotermali. Questo carbonato di stronzio è perciò associato ad altri tipici minerali filoniani, quali calcite, celestina, barite, blenda, galena ecc.

GIACIMENTI - A Strontian (Scozia), il minerale si trova in filoni associato a galena e barite; bei cristalli provengono anche dall’Australia e da Freiberg, in Germania. In Italia è noto, ma solo in piccole quantità, nelle miniere di barite nei pressi di Porto Ceresio (Varese). Grandi depositi, sfruttabili industrialmente, sono invece quelli della Vestfalia e dello Harz (Germania), della Spagna, del Messico e di Strontian Hill, in California.

USI - La STRONTIANITE è un minerale utile di stronzio, elemento impiegato in campo pirotecnico a causa del particolare colore che conferisce alla fiamma, nell’industria saccarifera e nella fabbricazione di vetri speciali.






domenica 6 gennaio 2008

NETTUNITE o NEPTUNITE (Silicati - Silicates)


I cristalli della nettunite sono prismatici, facilmente sfaldabili, allungati e ben terminati. Spesso sono anche molto nitidi, lucenti e riuniti in belle druse. Il colore è nero, con riflessi interni di una tonalità rosso-bruno scura. Può contenere anche altri elementi (potassio, litio e manganese): quando il manganese prevale sul ferro, si ha la varietà MANGANONETTUNITE.


CARATTERI DIAGNOSTICI - La nettunite è un minerale insolubile nell’acido cloridrico e facilmente fusibile.

ORIGINE - Si rinviene nelle pegmatiti alcaline, nelle sieniti nefeliniche e, con natrolite e benitolite, in serpentiniti alterate.

GIACIMENTI - I campioni della miglior qualità provengono da una miniera posta alle sorgenti del fiume San Benito, nell’omonima contea della California. Il minerale è reperibile anche nel Nuovo Galles del Sud (Australia), a Nasarsuk (Groenlandia) e nella penisola di Kola (Russia).

La MANGANONETTUNITE proviene dal Mont Saint Hilaire, nel Québec (Canada).





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