mercoledì 10 dicembre 2014

PRASIO (Varietà di Quarzo) - Ossidi (Prase - Variety of quartz)


PRASIO

SiO2

Sistema - Trigonale
Durezza - 7
Densità - 2,65
Colore - Incolore, allocromatico
Lucentezza - Vitrea


Raramente di trovano cristalli ben formati di questa varietà di quarzo, più spesso in masse microcristalline: il colore verde opaco è dovuto a inclusioni prevalentemente di anfiboli e di clorite.
Gli esemplari più ricercati dai collezionisti provengono dalle isole mediterranee dell'Elba e del Mar Egeo.
L'impiego del prasio in gioielleria non è molto frequente: quando il colore è particolarmente intenso, viene tagliato a sfera per le collane, oppure a cabochon.
E' anche utilizzato per intagli e nell'oggettistica.


Il quarzo è il più diffuso dei minerali, presente in quasi tutte le rocce. E’ ricco anche di varietà molto diffuse e apprezzate. Se ne possono riconoscere due grandi gruppi, a seconda che si tratti di minerali con cristalli ben formati, visibili anche a occhio nudo, oppure di aggregati di cristalli microscopici.
Del primo gruppo fa parte il quarzo puro (quarzo ialino o cristallo di rocca), incolore e trasparente, e le varietà che si presentano colorate poiché contengono delle impurità: quarzo ametista (viola), quarzo affumicato o morione (nero), quarzo citrino (giallo), quarzo bluquarzo irisquarzo rosa
Le impurità possono anche essere rappresentate da inclusioni da scagliette lucenti (avventurina), di aghi di rutilo (quarzo rutilato o capelvenere) o di altri minerali fibrosi (prasio). 
Nel secondo gruppo vi sono importanti varietà (calcedoniodiaspro e selce); il calcedonio, a sua volta, raggruppa sottovarietà molto note (corniolaagataonice).
La forma tipica del quarzo monocristallino è rappresentata da prisma a sezione esagonale, tozzo o slanciato, con estremità piramidali.
Il quarzo ialino si distingue per la forma e la trasparenza. Essendo piuttosto duro, non si lascia scalfire dal temperino o da altro oggetto appuntito. Quando viene segato, oppure colpito con un martello, emette una luminescenza gialla evidente al buio (triboluminescenza).Quando viene scaldato a 150-200 °C emette una luminosità azzurra o gialla, anch’essa visibile al buio (termoluminescenza).