martedì 26 febbraio 2008

BRASILIANITE - Brazilianite (Fosfati - Phosphates)


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BRASILIANITE

La brasilianite cristallizza in individui generalmente prismatici o equidimensionali, fragili, ricche di facce, di colore giallo pallido, giallo-verde, spesso trasparenti (varietà gemmifera) e lunghi anche 10 centimetri. La durezza è media, la sfaldatura perfetta.
La frattura è di tipo concoide e la lucentezza è vitrea.

CARATTERI DIAGNOSTICI - Se non è perfettamente limpida, la brasilianite può mostrare inclusioni di piccoli cristalli allungati di tormalina verde, laminette di mica muscovite, oppure fratture con piccolo inclusioni liquide, spesso bifasi (contenenti cioè un liquido e una bolla gassosa).

ORIGINE - E' presente in cavità pegmatidi, associata a lazulite e apatite blu.

GIACIMENTI - I primi cristalli di brasilianite furono trovati nelle pegmatiti di Conselheiro Pena e, poco tempo dopo, lo stesso minerale fu rinvenuto anche nei pressi di Corrego Frio, nelle Stato brasiliano di Minas Gerais. In seguito sono stati scoperti altri cristalli nelle pegmatiti di Palermo Mine (Grafton County) e di Smith Mine (Newport), nel New Hampshire (USA):

USO GEMMOLOGICO - Per la brasilianite, che dopo la scoperta è stata spesso confusa con il crisoberillo giallo e il topazio dello stesso colore, si usa generalmente il taglio ovale o quello rettangolare scantonato. E' comunque una gemma di scarso pregio.




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lunedì 18 febbraio 2008

DIOPTASIO - Dioptase (Silicati - Silicates)

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Il dioptasio è verde intenso, in genere con una forte sfumatura bluastra, quasi nera: il colore può apparire talmente marcato da rendere poco trasparenti e perfino opachi i cristalli. Questi hanno un abito prismatico piuttosto tozzo e presentano sovente sottili striature sulle facce. Di rado il dioptasio si rinviene in individui isolati: più frequenti, invece, sono gli aggregati di cristalli, anche di grosse dimensioni, che formano croste o rivestono le pareti di cavità nella roccia madre. 
La lucentezza del minerale è vitrea, ma appare madreperlacea nel caso in cui ci sì riferisca alle superfici di sfaldatura. Nonostante lo splendido colore e il fuoco emanato dalle pietre faccettate, la scarsa durezza e la facile sfaldatura rendono il dioptasio poco adatto al taglio.

CARATTERI DIAGNOSTICI - lnfusibile, si scioglie nell'ammoniaca e negli acidi.

ORIGINE - Il dioptasio è un minerale piuttosto raro che si rinviene nelle zone di ossidazione dei giacimenti cupriferi, talora associato a crisocolla.

GIACIMENTI E USI - La località di provenienza più famosa è il Monte Althyn-Tube nel Kazakistan, da dove giungevano esemplari di notevole trasparenza e dimensioni. Altri giacimenti notissimi si trovano a Mindouli (Repubblica Popolare del Congo) e a Tsumeb (Namibia). 
Il dioptasio è reperibile a Copiapò (Cile), ad Atacama (Argentina), a Baita (Romania), in Arizona, in Zambia e in varie località del Perù.

Il dioptasio viene utilizzato a fini ornamentali.


Dioptasio su calcite


sabato 16 febbraio 2008

LAPISLAZZULI - LAZURITE - Silicati (Lapis lazuli - Silicates)




TENORITE - Ossidi (Oxides)

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TENORITE


Piuttosto rara, si presenta in cristalli molto sottili, allungati, striati sulle facce laterali, oppure in scagliette talvolta ricurve; in genere, però, si presenta in masse da terrose (è il caso della varietà melaconite) a compatte. Si tratta di una specie fragile e priva di sfaldatura. 
Il suo colore varia dal grigio acciaio al nero; è opaca, con lucentezza metallica.

CARATTERI DIAGNOSTICI - Minerale semiduro, è facilmente scalfibile dalla lama di un temperino.

ORIGINE - Si trova soprattutto nella zona di ossidazione dei depositi di rame, vale a dire dove i vari minerali di tale metallo vengono alterati e ossidati in seguito all'azione degli agenti atmosferici. Spesso è perciò associata ad azzurrite e malachite, anch'esse derivate per alterazione da altri minerali di rame, come la cuprite. 
Può anche avere origine per sublimazione da prodotti vulcanici, come avviene nelle lave del Vesuvio, dove fu scoperta, e dell'Etna.

GIACIMENTI E USI - In Italia, la tenorite è stata trovata a Boarezzo (Varese) e a Bognanco, in Val d'Ossola. In Europa è presente in Gran Bretagna, Spagna, Francia, Germania e Russia.
Negli Statì Uniti depositi notevoli sono stati rinvenuti in California, Oregon, Arizona, New Mexico; altri giacimenti importanti sono in Bolivia e in Cile.

La tenorite serve per l'estrazione del rame.




Tenorite - Vesuvio


NADORITE - (Alogenuri - Halides)



NADORITE


Si presenta in cristalli tabulari o lenticolari, spesso associati in gruppo, di colore bruno scuro, giallo o giallo-brunastro. E' traslucida, con lucentezza viva, quasi adamantina. 
Si sfalda con facilità secondo le facce verticali ed e fragile, con frattura concoide.

CARATTERI DIAGNOSTICI -  È scalfibile con la lama di un temperino. Si scioglie nell'acido cloridrico.

ORIGINE - Si forma per alterazione superficiale di altri minerali di piombo.

GIACIMENTI e USI - La località classica per questa specie è Djebel Nador, presso Costantina (Algeria), ove la nadorite fu trovata in quantità notevole, associata a smithsonite, bindheimite e flajolotite. Oltre che in Algeria, questo minerale è abbastanza diffuso a Långban, nel Varmland (Svezia) e in altre località della stessa regione; in Cornovaglia la nadorite fu osservata come prodotto di alterazione della jamesonite.
Minerale piuttosto raro, ha interesse esclusivamente scientifico e collezionistico.




COTUNNITE - (Alogenuri - Halides)


COTUNNITE

I cristalli naturali generalmente hanno forma prismatica; il colore è bianco o biancastro. Simile strutturalmente alla cotunnite è la laurionite, in nitidi cristalli bianchi o incolori, che si trovano soprattutto nelle cavità di antiche scorie contenenti piombo, alterate dall'acqua marina, sulla spiaggia del Laurion, in Grecia. La laurionite è accompagnata in queste scorie da minerali caratteristici, quali la paralaurionite, la fiedlerite e la penfieldite.

CARATTERI DIAGNOSTICI - È solubile in acqua calda, da cui si separa a freddo in cristalli lucenti. La soluzione, trattata con bicromato di potassio, dà un abbondante precipitato giallo. 
Di notevole interesse è inoltre la radioattività relativamente intensa che si nota negli esemplari provenienti dal Vesuvio.

ORIGINE - La cotunnite si presenta soprattutto in aggregati cristallini, nelle fumarole situate presso il cratere del Vesuvio, dove si forma ancor oggi, associata a cloruri di rame e a tenorite. Più raramente si può trovare come prodotto di alterazione della galena, avvenuta all'aria in presenza di cloruri, come in alcune località aride (Cile) oppure situate presso la riva del mare (Cornovaglia).




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DIABOLEITE - Alogenuri (Halides)

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DIABOLEITE

A differenza della boleite, i cristalli non simulano affatto la forma di un cubo: il loro abito è per lo più tabulare. 
Il colore è azzurro intenso, più simile alla tinta della linarite o del solfato di rame, che non a quella della boleite.

CARATTERI DIAGNOSTICI - La diaboleite si distingue facilmente dalla boleite per la forma dei suoi cristalli. La presenza contemporanea di piombo e di cloro, inoltre, permette la distinzione dagli altri minerali secondari più comuni di rame.

ORIGINE - Si rinviene come prodotto di alterazione nei giacimenti di rame.

GIACIMENTI - La località originale per questa specie si trova in Inghilterra, nelle Mendip Hills (Somerset), dove il minerale si presenta sporadicamente in un curioso giacimento di ferro e manganese, associato a idrocerussite, cerussite e mendipite. 
I migliori campioni di diaboleite provengono tuttavia dalla Mammoth Mine presso Tiger nell'Arizona (Usa), ove il minerale si presenta in cristalli veramente splendidi, associati a boleitec€errussite e idrocerusilte.



CONNELLITE - Alogenuri (Halides)


CONNELLITE

Cu19Cl4(OH)32(SO)4*4H2O

I cristalli sono prismatici, aciculari, talvolta riuniti in aggregati raggiati. 
Il colore è uno splendido azzurro cupo, assai diverso da quello di ogni altro minerale di rame.

ORIGINE - È un minerale raro, sebbene diffuso in piccolissime quantità in numerose miniere di rame, ove si presenta associato intimamente soprattutto a cuprite, spangolite e brochantite e talora a calcofillite, malachite e azzurrite.

GIACIMENTI - Le località classiche per questo minerale si trovano in Cornovaglia, ove la connellite fu scoperta nei primi anni del secolo scorso: altre località europee ben note sono Fontana Rossa in Corsica e Arenas in Sardegna, ove il minerale è accompagnato da spangolite e brochantite. 
In America, si trova soprattutto a Bisbee in Arizona, inclusa per lo più in masse di cuprite compatta.




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CARNALLITE - Alogenuri (Halides)




CARNALLITE

KMgCl3*6H2O

SISTEMA: Rombico
DUREZZA: 1,0 - 2,0
DENSITÀ: 1,6
SFALDATURA: Assente
FRATTURA: Concoide, fragile
COLORE: Incolore, bianco, rosso, giallo, bruno
COLORE DELLA POLVERE: Bianco
LUCENTEZZA: Vitrea, grassa

I cristalli (rari) hanno un tipico aspetto pseudoesagonale. Di solito il minerale si presenta in masse granulari compatte. La lucentezza è piuttosto grassa, il colore generalmente va dall'incolore al biancastro, e anche al rossiccio, spesso con una iridescenza interna metallica, dovuta all'inclusione di minutissime
squamette di ematite.

CARATTERI DIAGNOSTICI - È facilmente solubile in acqua e deliquescente. Il sapore è salato e amaro.

ORIGINE - La carnallite, dopo il salgemma, è l'alogenuro più abbondante in alcuni giacimenti evaporitici, dove si presenta generalmente associata a kieserite, anidrite, silvite, salgemma, polialite.

GIACIMENTI E USI - Le località classiche sono i giacimenti tedeschi della Sassonia e dell'Assia. In Italia la carnallite si trova, anche in cristalli ben formati, associata per lo più a kainite, nelle miniere siciliane di sali potassici.

È uno dei principali minerali di potassio e come tale viene largamente impiegata nell'industria dei composti di questo elemento e, soprattutto, nei fertilizzanti.




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ATACAMITE - Alogenuri (Halogénures)


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ATACAMITE

Generalmente l'atacamite si presenta in cristalli di colore verde scuro, prismatici, allungati, con facce terminali nitide, o anche in aggregati cristallini. Originariamente fu trovata addirittura sotto forma di sabbia fine.



CARATTERI DIAGNOSTICI - A un esame solamente superficiale, il minerale può essere confuso soprattutto con la malachite e con la brochantite. A differenza della malachite, tuttavia, se viene sciolto in acido nitrico non dà effervescenza: mentre, diversamente da quanto avviene con la bronchantite, la soluzione di atacamite dà un precipitato bianco di Ag-Cl quando viene trattata con nitrato d'argento.


ORIGINE - L'atacamite è uno dei più comuni minerali secondari di rame e come tale è notevolmente diffusa, soprattutto nelle regioni desertiche o semidesertiche o in prossimità del mare. Si può anche osservare come prodotto di attività vulcaniche.



GIACIMENTI E USI - Nelle regioni aride del Perù e del Cile (deserto di Atacama, dal quale il minerale ha preso il nome) l'atacamite può essere abbondante: alcune località cilene notevoli sono Copiapò, Paposa e Remonos, nella regione di Atacama, Collahurasi,, nella regione di Tarapacà, e Chuquicamata, nella regione di Antofagasta. Esemplari di atacamite di straordinaria bellezza provengono da alcune zone dell'Australia, degli stati Uniti, del Messico e degli Urali.
In Europa occidentale è rara: qualche interessante campione fu trovato in Cornovaglia (Gran Bretagna), come pure in Spagna e in Sardegna (Argentioera nella Nurra). Al Vesuvio e all'Etna, sulle lave o anche nelle incrostazioni delle fumarole, è alquanto diffusa in crosticine sottili.
Quando è abbondante, l'atacamite costituisce un minerale di interesse industriale per l'estrazione del rame.