martedì 30 settembre 2014

GRANITO GRIGIO - GREY GRANITE (Silicati - Silicates)



Le rocce eruttive plutoniche formano la parte essenziale della crosta continentale profonda, ed affiorano nelle catene montuose erose, come il Massiccio Centrale. Siccome cristallizzano lentamente, in profondità, le rocce plutoniche sono formate da grossi minerali, visibili ad occhio nudo.
Il granito è certamente il più diffuso e forma massicci che possono coprire migliaia di chilometri quadrati.

Il granito è una roccia intrusiva acida costituita essenzialmente di quarzo, ortoclasio o microclino, plagioclasi sodici, feldspati e a volte muscovite. Fra i minerali femici sono presenti generalmente la biotite, più raramente pirosseni o anfiboli. Ha struttura granulare massiccia, costituisce grandi masse intrusive (batolite), specialmente nel nucleo antico dei continenti (cratone). Si origina per anatessi nella litosfera profonda.
Il granito è usato prevalentemente in edilizia.





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LEGRANDITE (Fosfati - Phosphates)

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La legrandite è una raro minerale di  zinco arseniato, Zn2 (ASO4 ) (OH) · (H2O).
Si tratta di un minerale secondario raro e si verifica raramente in granito pegmatite. 
Minerali associati sono stati riportati a Tsumeb, Namibia..., a Ojuela, miniera di Durango, Messico e a Sterling Hill, New Jersey, USA.
Questo minerale è stato descritto per la prima nel 1934, quando è stato rinvenuto in Flor de Peña Mine, Nuevo Leon, Messico e prende il nome da M. Legrand, un ingegnere minerario belga.



OPALE - OPAL (Ossidi - Oxides)



L'opale è un minerale colloidale amorfo (cioè privo di struttura reticolare), semiamorfo o microcristallino. Pertanto non si presenta mai in cristalli, bensì in vene, globuli e croste di vari colori e talora con iridescenze stupende. 
Si trova anche in masse compatte amorfe o terrose bianco-grigiastre.
Contiene silicio e ossigeno nel rapporto di uno a due (come nel quarzo) e acqua. 
La struttura è formata da sferette di silice, circondate da spazi vuoti, più o meno equidistanti fra loro. Il diametro delle sferette è variabile e sembra che la loro dimensione condizioni il colore della gemma. 
L'opale ha durezza e peso specifico leggermente inferiori a quelli del quarzo; è perciò duro e leggero. Non si sfalda, però è molto fragile: esposto all'aria, perde molecole d'acqua e si riempie di minutissime fratture (fenomeno detto "impazzimento"). 
È spesso trasparente con lucentezza grassa. 
A seconda del colore e dell'aspetto si distinguono l'opale nobile, con sfondo grigio, azzurro o nero e aspetto porcellanaceo, dalla caratteristica iridescenza interna; I'opale di fuoco con riflessi che vanno dal giallo al rosso; l'idrofane, biancastro così come la ialite. 
Un roccia formata da opale è la geyserite, che si trova sul bordo e nelle immediate vicinanze dei geyser, depositata dalle acque bollenti.

CARATTERI DIAGNOSTICI - Esposto ai raggi ultravioletti, ha sovente fluorescenza gialla o verde. È insolubile in.tuttl gli acidi tranne l'acido fluoridrico. Sottoposto a riscaldamento, perde le molecole d'acqua e si decompone trasformandosi in quarzo.

ORIGINE - È un minerale di origine sedimentaria che si forma per deposito chimico di acque molto ricche di silice o per accumulo di scheletri di organismi marini.

GIACIMENTI - Opali nobili di vari colori provengono dalla Transilvania e dagli Stati Uniti, ma il più pregiato, quello nero, arriva dall'Australia. 
Gli opali di fuoco, invece, si trovano in Messico. 
In Italia è stato rinvenuto l'opale comune a Baldissero Canavese, in provincia di Torino. 
La geyserite abbonda presso i geyser d'Islanda, della Nuova Zelanda e del Parco di Yellowstone.

USO GEMMOLOGICO - Gli opali nobili e gli opali di fuoco messicani sono utilizzati come gemme preziose di gran valore. La superficie curva è la più adatta a mettere in evidenza i lampi di colore così caratteristici dell'opale nobile (arlecchinamento). 
Il taglio più comune è quindi quello a cabochon, per anelli e spille  e orecchini, oppure a sfera per le collane.
L'opale di fuoco messicano viene€ tagliato preferibilmente a faccette.




SMITHSONITE - Carbonati (Carbonates)

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La smithsonite cristallizza nel sistema trigonale, ma i cristalli ben definiti sono piuttosto rari e perciò assai ricercati dai collezionisti. Prevalgono comunque le forme romboedriche, con facce incurvate e rugose, mentre l'abito scalenoedrico è meno frequente. 
Di solito si presenta in forme concrezionate, botrioidali, stalattitiche; ma può essere anche granulare, compatta o porosa. 
Tipicamente allocromatica, può esibire una grande varietà di tinte (dall'incolore al bianco, dal giallo al bruno, dal verde al blu, dal rosa al porpora) per la presenza, nella sua composizione chimica, di piccole quantità di cadmio, cobalto, manganese e rame. 
Da trasparente a traslucida, con lucentezza da vitrea a perlacea, è dura e pesante; è facilmente sfaldabile secondo il romboedro.se in cristalli, mostrando invece una frattura concoide se in masse concrezionate.

CARATTERI DIAGNOSTICI -  Alcune smithsoniti, se vengono esposte alla luce ultravioletta, diventano fluorescenti in rosa.
Questo minerale è solubile con effervescenza solo in acidi freddi piuttosto concentrati: in ciò si distingue dalla emimorfite concrezionata, alla quale assomiglia.

ORIGINE -  La smithsonite si rinviene soprattutto come minerale secondario formatosi in zone di ossidazione di giacimenti metalliferi ricchi di zinco.
È originata anche dall'azione di acque contenenti sali solubili di zinco su rocce calcaree o dolomitiche.

GIACIMENTI - In Italia la smithsonite è presente in vari giacimenti; i campioni migliori giungono soprattutto dalle miniere dell'Iglesiente, in Sardegna: in particolare Masua è famosa per la bellissima smithsonite cadmifera concrezionata e stalattitica, di colore variabile dal giallo intenso al verde e al bruno. Nella stessa zona, ottimi esemplari di smithsonite, sia concrezionata sia in minuti cristalli scalenoedrici di colore bruno (monheimite), provengono anche dalla miniera di Montevecchio.
Tra le numerosissime località estere ricordiamo, per gli esemplari concrezionati verdi o blu, le miniere di Lavrion, presso Atene. I cristalli migliori, invece, sono reperibili a Kabwe, in Zambia, e a Tsumeb, in Namibia.

USI - La smithsonite è un utile minerale industriale, da cui si estrae lo zinco.
Se si presenta in masse concrezionate e colorate è impiegata come pietra ornamentale, per cabochon e oggettistica.






domenica 28 settembre 2014

OCCHIO DI TIGRE - TIGER EYE (Silicati - Silicates)

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L'occhio di tigre è una varietà di quarzo contenente inclusioni di crocidolite. La presenza di queste fibre isoorientate impartisce alla massa un effetto particolare detto gatteggiamento. Viene utilizzato principalmente come gemma per la creazione di gioielli.





RUTILO - Ossidi e idrossili (Rutile - Oxides and hydroxides)


A volte diffuso in grandi depositi alluvionali, il rutilo ha normalmente colore rosso, giallo oro o bruno; le varietà ferrifere però sono nere (nigrina), mentre quelle contenenti niobio e tantalio presentano una tinta per lo più grigio-nerastra. 
Cristallizza in individui prismatici, tozzi o allungati, con striature verticali, o più raramente in cristalli piramidali. Frequenti sono i geminati, specie nella caratteristica forma "a ginocchio".
Quando è incluso nel quarzo, tuttavia, si presenta in lunghi e sottilissimi aghi, simili a capelli, rettilinei o più spesso ricurvi, di un colore variabile dal bruno-rossiccio al giallo e dalla lunghezza che talvolta supera i 2-3 cm.

CARATTERI DIAGNOSTICI - Di rado trasparente e dotato di una viva lucentezza adamantina, in genere è opaco o traslucido. 
Duro e pesante, facilmente sfaldabile e fragile, è infusibile e inattaccabile dagli acidi. Facilmente riconoscibile all'analisi chimica. Si distingue dalla brookite e dall'ottaedrite per la tipica forma dei cristalli.

ORIGINE - Oltre che come accessorio di rocce intrusive (graniti, sieniti, dioriti) e metamorfiche (gneiss, micascisti), il rutilo si rinviene ben cristallizzato in fessure alpine, dolomie e calcari cristallini, ma soprattutto è diffuso nelle sabbie derivate dalla disgregazione delle rocce madri.

GIACIMENTI - I migliori esemplari lucentissimi e di forma perfetta provengono dalla Grave Mountain (Georgia) e dalle White Mountains (California). In alcune località norvegesi (Krager)
questa specie è abbondante nei filoni ricchi di apatite; così pure in alcune rocce ricche di orneblenda della Virginia (Roseland). 
Nelle zone alpine il rutilo si presenta generalmente ben cristallizzato: famose le località svizzere della Binnental e di Cavradi (Grigioni), dove spesso i cristalli si presentano in concrescimento regolare su lamine di ematite. 
Ottime cristallizzazioni si rinvengono in vene di quarzo bianco presso Castione (Canton Ticino). 
In Austria buoni campioni furono trovati a Modriach (Stiria). 
Dal Brasile provengono campioni aciculari di colore giallo, inclusi per lo più nel quarzo.
Abbondante anche in Italia: bei cristalli si rinvengono all'Alpe Devero e nella dolomia di Crevoladossola (Verbania), nella quarzite di Oropa (Biella), in Val Malenco (Sondrio) e in vari punti dell'Alto Adige

USI - Il rutilo si coltiva in importanti giacimenti di Norvegia, Brasile, Stati Uniti o Australia, dove si trovano anche grossi cristalli. E' un importante minerale industriale da cui si estrae il titanio, metallo ampiamente utilizzato nella fabbricazione di acciai speciali e di leghe.




ROSA DEL DESERTO - Solfati (Desert Rose - Sulphates)

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Molto note sono le rose del deserto, aggregati di gesso a rosetta, spesso inglobanti granuli di sabbia, di colore giallo-rosato. Il gesso è tenero e ha una perfetta sfaldatura in lamelle e scagliette sottilissime.
Il gesso che compone le rose del deserto cristallizza nel sistema monoclino in aggregati a forma di lente in cristalli piatti più sottili alle estremità.

La rosa del deserto è una formazione minerale comune nei paesi desertici. Di colore che sfuma dall'arancione al giallo-ocra è un aggregato di cristalli di gesso che si forma in ben determinate condizioni ambientali e climatiche.

La ricerca e la raccolta delle rose del deserto è un business legato al turismo. Sono i nomadi del deserto che si dedicano a questo lavoro ricavandone un misero guadagno. In alcuni casi le rose si possono trovare direttamente in superficie, quando il vento le libera dalla sabbia, ma se non vengono raccolte le piogge provvedono a riportare il gesso in soluzione e quindi a sfaldare il cristallo. Normalmente gli aggregati sono sepolti sotto alcuni metri di sabbia e vengono individuati con sonde metalliche. Una volta individuati si scava un tunnel orizzontale e si estraggono gli agglomerati intatti.




giovedì 25 settembre 2014

SFALERITE o BLENDA - Solfuri (Blende - Sulphides)



Oltre a zinco e zolfo, la sfalerite - nota anche con il nome di blenda può contenere vari altri elementi, quali il ferro (fino al 20% nella varietà marmatite), il manganese, il cadmio e, talvolta, anche l'indio e il gallio. 
Cristallizza nel sistema cubico, principalmente in torme tetraedriche o rombododecaedriche talora complesse, spesso con facce striate e incurvate. Si trova anche in masse compatte, granulari, fibrose o botrioidali. 
Il colore della sfalerite è fortemente variabile, passando dall'incolore al nero attraverso tonalità brune, gialle, rosse, verdi, mentre quello della sua polvere varia da bianco al bruniccio. 
Dotata di lucentezza da resinosa ad adamantina, fin quasi a metallica nella marmatite, può anche essere trasparente, traslucida ma anche opaca se contiene molto ferro.

CARATTERI DIAGNOSTICI - Si tratta di una specie abbastanza dura, pesante, facilmente sfaldabile e molto fragile, con frattura di tipo concoide. 
Alcune varietà sono triboluminescenti, cioè emettono luminosità quando sono sottoposte ad azioni meccaniche, altre invece sono fluorescenti in rosso ai raggi ultravioletti.

ORIGINE - La sfalerite è un minerale molto comune e diffuso che si può formare in diversi ambienti geologici. Si rinviene, ad esempio, in depositi idrotermali di alta o bassa temperatura, frequentemente associata a galena, calcopirite, marcasite, pirite in ganga di quarzo, barite e fluorite. Si trova anche in rocce di natura calcarea o dolomitica interessate da fluidi idrotermali.

GIACIMENTI E USI - Importanti giacimenti si trovano in Germania, Romania, Spagna, Francia, Svezia, Inghilterra, Scozia, Giappone, Australia, Messico, Stati Uniti, Canada. 
In Italia il giacimento più importante, soprattutto per il minerale cristallizzato, è il Bottino, presso Seravezza nelle Alpi Apuane, che ha fornito superbi campioni associati a calcopirite, meneghinite, jamesonite, galena ecc. 
Minori giacimenti sfruttati industrialmente si trovano nelle Prealpi lombarde, a Raibl in Friuli, in Val Passiria e in varie località della Sardegna. 
Insuperabili per bellezza, perfezione di forme e varietà di colore sono i cristalli dei geodi del marmo di Carrara e della dolomia della Valle di Binn nel Vallese.

La sfalerite è il più importante minerale industriale ulilizzato per l'estrazione dello zinco e di altri minerali poco comuni, come cadmio, gallio e indio.






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mercoledì 24 settembre 2014

ARGENTITE (Solfuri - Sulphides))

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L'argentite è chimicamente costituita da solfuro d'argento, di solito allo stato puro; solo occasionalmente il minerale contiene piccole quantità di selenio. I cristalli sono in genere ottaedrici o cubici, frequentemente distorti e irregolari, oppure raggruppati a formare aggregali arborescenti o filiformi. 
L'argentite si trova anche massiva o in sottili lamelle. 
Di colore grigio piombo nerastro, questo minerale è opaco, con una lucentezza metallica viva sulle superfici di recente frattura. 
Da un punto di vista strettamente scientifico, il nome argentite andrebbe applicato solamente al solfuro di argento cubico, il quale si deposita a una temperatura superiore a 173 °C; al di sotto dì essa, la struttura del solfuro d'argento diventa stabilmente monoclina e il minerale prende allora il nome di acantite, pur conservando le originali forme cubiche od ottaedriche.

CARATTERI DIAGNOSTICI - L'argentite è tenera ma molto pesante; se è in cristalli può venir confusa con la galena, dalla quale, tuttavia, si distingue per il fatto di essere praticamente senza sfaldatura, malleabile e settile.

ORIGINE - L argentite un minerale caratteristico di giacimenti a vene idrotermali di bassa temperatura; è associata alla galena argentifera, ad argento vivo, a vari argenti rossi (come pirargirite e proustite), ad altri solfuri di argento, a calcopirite, sfalerite, calcite e quarzo.

GIACIMENTI - L'argentite è stata trovata in passato nelle miniere cagliaritane del Sarrabus. 
Splendidi cristalli provenivano in passato dalla Germania e dalla Boemia. Attualmente buoni esemplari sono reperibili in varie miniere americane, dal Messico, al Canada, dagli Stati Uniti al Cile. 
I tipici cristalli di acantite sono invece assai più rari; talvolta, insieme a cristalli prismatici dalla forma più rozza, si possono rinvenire nelle miniere già citate.
L'argentite è frequentemente disseminata sotto forma di minutissime lamelle, invisibili a occhio nudo, nella cosiddetta ''galena argentifera", principale fonte di estrazione industriale dell'argento.





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