sabato 20 dicembre 2014

IALOFANE - Silicati (Hyalophane - Silicates)


IALOFANE

(K, Ba)Al(Al, Si)Si2O8

Sistema - Monoclino
Durezza - 6,5
Densità - 2,6 - 2,9
Colore - Incolore, allocromatico
Lucentezza - Vitrea

I cristalli, incolori o bianchi, di solito perfettamente trasparenti e con una tipica lucentezza vitrea, hanno un  abito prismatico appiattito, con corte facce pinacoidali diversamente volte a chiudere il prisma; spesso mostrano al loro interno evidenti tracce dei piani di sfaldatura, orientati secondo due direzioni principali. Alcune volte sono presenti individui geminati. 
Come tutti i feldspati; lo ialofane possiede una discreta durezza,

ORIGINE -  Lo ialofane ha una genesi prevalentemente metamorfica, poiché si forma all'interno di dolomie o di calcari metamorfosati per contatto, oppure in rocce di tipo gneissico in associazione a depositi di manganese.

GIACIMENTI - Si rinviene nelle miniere manganesifere di Kaso in Giappone, di Otjosondjou in Namibia e di Broken Hill in Australia. Piccoli cristalli trasparenti sono quelli scoperti nei marmi della Valle di Binn, in Svizzera. 
In Italia questo tettosilicato è presente nella miniera di Trou des Romains, in Val Sapin (Aosta) e, in piccoli granuli, nei marmi di Candoglia (Verbania).

USO GEMMOLOGICO - Trattandosi di un minerale incolore e trasparente, si privilegiano i tagli a faccette e, soprattutto, con forma rettangolare, che sfrutta meglio l'abito prismatico dei cristalli, o rotonda a brillante, per evidenziare la limpidezza della gemma.





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