sabato 20 settembre 2014

GRAFITE - Elementi nativi (Graphite - Native elements)

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Costituito da  solo carbonio come il diamante, la grafite cristallizza in masse  fogliacee nere, perfettamente sfaldabili: questa proprietà deriva dalla struttura cristallina, rappresentata da atomi dì carbonio disposti a formare un reticolo esagonale a strati, con legami molto forti all'interno di ogni strato, ma deboli fra uno strato e I'altro.
E' di colore nero. Rarissimi sono i cristalli ben formati, frequenti le laminette di forma irregolare, molto appiattite; talvolta in masse microcristalline compatte.

CARATTERI DIAGNOSTICI -  Inconfondibile per il colore (grigio scuro), la tenerezza e la sfaldabilità, la grafite si può anche riconoscere per la sua tipica proprietà di lasciare tracce sulla carta (grafite deriva dal greco grafein, "scrivere").
E' facilmente scalfibile anche con le unghie.

ORIGINE - Ha in genere origine metamorfica, essendo il prodotto finale della carbonizzazione dì sostanze organiche. Può anche avere genesi magmatica in quanto è stata rinvenuta in pegmatiti e in filoni idrotermali.

GIACIMENTI - Grandi depositi sfruttati industrialmente si trovano nello Sri Lanka, in Madagascar, in Russia, in numerose località degli Stati Uniti, in Canada, in Messico, nella Corea del Sud e in Germania (famosi i giacimenti della Boemia). Bei cristalli di perfetta forma esagonale provengono dai marmi di Sterling Hill (New Jersey). 
In Italia masse sfruttabili industrialmente si trovano in Piemonte (Val Chisone e Val Bormida) e in Calabria (Sila). Altre località italiane sono la Valsesia (Vercelli) e la Valle Strona (Verbania).

USI - La grafite è usata per la produzione di mine da matita, di coloranti, di materiali refrattari e crogioli altofondenti, di elettrodi e di lubrificanti secchi. Per molti usi, tuttavia, si preferisce la grafite prodotta artificialmente che presenta un più alto grado di purezza.




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