mercoledì 20 agosto 2014

DETERMINAZIONE DEI MINERALI (Determination of minerals)

Acquamarina

DETERMINAZIONE DEI MINERALI 

Con i metodi esposti non sempre si potrà avere una determinazione rigorosamente certa. Un'identificazione sicura potrà essere fatta o con un'analisi chimica quantitativa o con uno studio radiocristallografico, che necessitano di un laboratorio specializzato.
L'amatore o il collezionista possono tuttavia spingersi molto addentro nella determinazione utilizzando alcune proprietà chiave, fisiche, ottiche e morfologiche e alcuni testi chimici elementari.
Noi ci accontenteremo evidentemente dei facili metodi che portano alla determinazione per successive eliminazioni, senza richiedere il complicato armamentario del professionista


METODO DI DETERMINAZIONE

Come materiale di partenza scegliamo un pezzo ben fresco del minerale, eventualmente staccato da un campione più grande. Osserviamolo con la maggior attenzione possibile e notiamo tutte le proprietà riconoscibili a occhio nudo e con l'aiuto di una lente. 
Bisogna precisare per iscritto tutte le osservazioni constatate: un tale metodo di lavoro si rivela vantaggioso soprattutto nel caso in cui il risultato non sia chiaro e sia necessario allora ripetere la determinazione di alcune proprietà.

Fissiamo innanzitutto la nostra attenzione sulla forma esterna e sull'aspetto del minerale, sul raggruppamento dei cristalli per quelli che sono policristallini, sulla presenza di geminazioni, sul riconoscimento degli elementi di simmetria. 
In seguito determiniamo il colore del minerale, accertandoci mediante il colore della striscia che il minerale non sia colorato solo superficialmente.

L'indicazione della lucentezza sarà in molti casi problematica e perciò noi indicheremo preferibilmente sulla nostra scheda diverse possibilità; lo stesso per la trasparenza.

Determineremo poi approssimativamente la durezza con mezzi semplici (come descritto in precedenza) e solamente in un secondo tempo con maggior precisione con l'aiuto di una scala delle durezze. Più noi precisiamo la durezza più si restringe il ventaglio delle possibilità nelle tabelle di determinazione.

La nostra successiva osservazione verterà sulla possibilità di questo minerale di sfaldarsi o no e, all'occorrenza, noi osserveremo come appare la superficie di sfaldatura.

Controlliamo anche la sua fragilità, la finezza dei detriti, la flessibilità o l'elasticità; soppesandolo con una mano, avremo un'idea approssimativa del suo peso specifico.

Proviamo poi su un frammento se il minerale è solubile nell'acqua o nell'acido cloridrico diluito.

Esaminiamo infine i minerali associati, la paragenesi, che in numerosi casi può notevolmente facilitare la determinazione.


ALCUNI ESEMPI DI DETERMINAZIONE DI MINERALI

Supponiamo di essere giunti quasi alla fine della nostra determinazione e di essere in dubbio su due o tre possibilità. Come cavarcela ora?
Cerchiamo di dimostrarlo con i seguenti esempi.

- Gli aggregati granulari di magnetite sono molto simili a quelli di cromitema il colore della striscia è nero per la magnetite, bruno per la cromiteinoltre la magnetite  fa deviare l'ago magnetico della bussola, ciò che non fa la cromite.

- Se i contorni dei cristalli non sono evidenti, una pirite compatta e perciò a colori iridescenti non si distingue da una calcopirite; i loro colori della striscia sono pure simili, e allora si osserverà che la pirite è più dura (6) della calcopirite(4,5).

- La sfalerite nera e la cassiterite nera hanno la stessa lucentezza submetallica, ma si distinguono con una prova della durezza: 3,5 per la sfalerite, 6,5 per la cassiterite. 
Inoltre la sfalerite è sovente accompagnata da altri solfuri, mentre la cassiterite si trova associata a quarzo e mica.

- La fluorite, l'ametistaapatite si distinguono bene per la forma dei loro cristalli, ma i loro aggregati granulari possono essere di un colore violetto quasi identico e in questo caso le forme non sono evidenti. 
L'ametista è il più duro di questi tre minerali, non si lascia rigare con la lama di un temperino e non si sfalda. 
La fluorite si sfalda perfettamente e si riconosce per la sua luminescenza quando è riscaldata. 
L'apatite è più dura della fluorite e si sfalda diversamente.

- L'augite , l'orneblenda e la tormalina formano spesso dei prismi neri più o meno allungati molto simili tra loro: la tormalina si riconosce per l'assenza di sfaldatura e per le tipiche striature sulle facce dei prismi; più di frequente, la si trova nelle rocce acide. 
Invece l'augite e l'orneblenda si formano nelle rocce basiche e si distinguono per le loro sfaldature: nelI'augite si hanno due direzioni di facile sfaldatura che formano un angolo quasi retto, mentre nell'orneblenda queste sfaldature sono perfette e formano un angolo di 125°.

- I feldspati, la calcite, la barite e il gesso sono spesso biancastri e si assomigliano per le loro sfaldature perfette. Si eliminano facilmente il gesso , che si lascia rigare dall'unghia, e i feldspati, che non sono scalfiti dal coltello; la barite  e la calcite hanno la stessa durezza ma è soppesandole che le si distingue, poiché la barite è molto più pesante. 
D'altra parte la calcite si scioglie con effervescenza nell'acido cloridrico diluito.



ORDINE ALFABETICO DI TUTTI I MINERALI
A - B - C - D - E - F - G - H - I - J - K - L - M - N - O - P - Q - R - S - T - U - V - W - X - Z

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